giovedì 19 giugno 2014
Nutripuntura: Qualità della vita
14:44
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Oggi la frontiera della salute non è più l’assenza di
malattia, ma la qualità della vita. Uno stato di benessere, fisico e psichico,
è garante di una vita sana.
In realtà la salute è un fragile equilibrio, risultato del
funzionamento armonioso degli organi interni, in rapporto con i 5 sensi. Questi
ultimi permettono di apprezzare la vita, di percepirne le informazioni, di
comunicare, di camminare, di imparare, di discernere, di essere vigile e
presente in ogni momento della giornata.
Un individuo in salute è dunque dinamico, equilibrato,
organizzato, sereno, in armonia ocn se stesso e con l’ambiente che lo circonda.
Ma se la salute è un’ambizione collettiva, richiede l’impegno personale di
ognuno.
La nutripuntura offre gli strumenti necessari alla
manutenzione, la regolazione e al sostegno delle correnti che governano la
salute. Non si sostituisce alle funzioni naturali dell’organismo ma ne
ottimizza il funzionamento sorvegliandone l’equilibrio. Modulando le
informazioni che attivano le funzioni cellulari, favorisce e sostiene la
salute.
In effetti le informazioni veicolate dagli oligoelementi
presenti nella composizione dei nutrimenti endocellulari, catalizzano le
correnti elettromagnetiche, indispensabili alla vita cellulare. La nutripuntura
favorisce dunque l’assorbimento equilibrato degli alimenti, carburante
necessario a tutte le funzioni psicofisiche.
Come lavora la nutripuntura
-
Attiva gli scambi cellulari, indispensabili per
la vita
-
Nutre i circuiti più indeboliti
In effetti, un organo non è inerte, ma interagisce con
l’ambiente. La sua individualità è caratterizzata da una funzione fisiologica
che può, in alcune circostanze, indebolirsi.
-
Regola le correnti vitali in funzione delle
stagioni
Il ciclo delle stagioni sensibilizza dei circuiti
specifici, di volta in volta diversi. Sostenere l’equilibrio dei ritmi biologici, sincronizzati sulle
stagioni, è l’obiettivo principale della nutrizine endocellulare.
-
Migliorare la dinamica comportamentale
dell’individuo
Utilizzando questi nutrimenti, si percepisce
chiaramente la relazione tra il fisico e la sfera psichica, già messa in
evidenza dalla Medicina Tradizionale
Cinese, medicina plurimillenaria che ha costruito un modello dinamico
dell’essere umano, inserito in un universo in continua trasformazione.
Perché interessarsi alla Nutripuntura?
Rafforzando le correnti vitali dell’organismo, la
Nutripuntura è consigliata a tutti. Migliora la qualità di vita di adolescenti,
bambini in crescita, adulti, donne in gravidanza, persone anziane, sportivi,
studenti ….. . Tutti possono usufruire dei suoi benefici.
Continua a seguirmi sul blog, troverai altre informazioni interessanti che potrai approfondire - Efn
giovedì 12 giugno 2014
Feng shui: introduzione
10:30
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“Essere
sulla terra significa abitare” – Martin Heidegger –
Le civiltà antiche possedevano la capacità di valutare ed
utilizzare le varie forme energetiche attraverso l’opera di abili costruttori
che avevano percepito l’influsso energetico della terra e del cielo sull’essere
umano. Essi rispettavano i cicli naturali, l’armonia dell’universo e
l’ubicazione di ogni costruzione non era casuale bensì era fatta in modo da
attingere, restituire e convogliare l’energia del luogo.
Oggi, qui in occidente,
pensiamo al “feng shui” come uno stile di arredo, tralasciando la spiritualità
che ha permesso il suo sviluppo. Nascono corsi di specializzazione e master per
attingere i segreti più profondi ma il feng shui è uno stile di vita, si
applica ad ogni aspetto della nostra esistenza e non serve alcun attestato che
dimostri questo se non il nostro esempio e il nostro stato di salute.
Il “feng shui” rappresenta bene il punto d’incontro tra arte
e scienza. I massimi interpreti di questa disciplina sentono (to feel)
l’ambiente nel quale sono immersi, si connettono con esso raccogliendone
messaggi e segnali che successivamente vengono rappresentati in base alle
qualità artistiche di ciascuno. A seconda della collocazione geografica il
“feng shui” è conosciuto con nomi diversi, così come i loro interpreti. I più
noti sono gli “sciamani” (coloro che conoscono), i quali raccolgono le
informazioni dall’esterno, osservando i segni attraverso il cielo, le nuvole,
le piante, gli animali ecc, e li traducono in presagi. Mentre lo sciamanesimo è
aperto alle donne, il feng shui è
praticato da soli uomini (dato che il confucianesimo ne vietava la divulgazione
alle donne). Per quanto assurdo possa apparire questa arte è stata bandita
ufficialmente dalla Repubblica Popolare Cinese, ma nonostante questo è ancora
praticata nelle campagne e ad Hong kong, città nella quale le costruzioni
continuano a rifarsi a questa disciplina.
Da sempre, in ogni cultura, in ogni tempo e in ogni luogo,
l’uomo ha sentito l’esigenza di relazionarsi con il territorio di insediamento,
armonizzando la sua opera costruttiva allo specifico e irripetibile carattere
dell’ambiente. Fin dalle origini le opere architettoniche, ispirate alla divina
armonia della volta celeste e alla natura stessa, risultano profondamente
legate alle peculiarità del paesaggio e intrise di riferimenti simbolici. Il
simbolo rappresenta il punto di contatto comune a ogni cultura tra uomo e
natura, tra umano e divino, tra il mondo materiale e la psiche. Ambiente fisico
e individuo sono legati da una relazione sottile, che non passa attraverso lo
stato di coscienza bensì attraverso l’inconscio; essa si esprime mediante il
linguaggio dei simboli, “archetipi antichi quanto l’uomo”. Il simbolo
costituisce il fulcro dell’essere dell’uomo nel mondo e poiché essere sulla
terra significa abitare, la casa, intesa come tramite tra uomo e natura,
possiede una profonda valenza simbolica.mercoledì 11 giugno 2014
Nutripuntura: le origini
19:25
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La nutripuntura nasce dalla sintesi delle ricerche fatte da
Georges Lakhovsky sull’oscillazione cellulare e la concezione cinese della
salute.
Le esperienze fatte la G.Lakhovsky sui ciruciti oscillanti
polimetallici capaci di rafforzare il potenziale vitale di alcuni organismi,
hanno ispirato, negli anni 80, un’equipe di ricercatori francesi che per
diversi anni ha cercato di sostenere la “capacità di autoregolazione del corpo
umano”, attraverso dei processi elettrofisica simili a quelli utilizzati da
Lakhovsky.
Durante queste ricerche, osservarono che nell’organismo la
comunicazione di tipo elettromagnetico è rapida e selettiva, mentre quella
chimica è più lenta e invasiva. Si accorsero fra l’altro che la sinergia delle
informazioni contenute negli oligoelementi utilizzati durante le ricerche,
canalizzava su dei punti specifici del corpo dei messaggi precisi. Dopo anni di
studio misero a punto le formulazioni di una gamma di 40 complementi
nutrizionali. Sono nati così i nutrimenti endocellulari la cui finalità è di
favorire la circolazione delle informazioni che governano la salute.
Questi nutrimenti permettono l’apertura e la chiusura di
circuiti specifici dell’organismo, proprio come farebbero gli aghi di un
agopuntore. È questa caratteristica che definisce la loro azione
“nutripuntura”.
L’effetto di ogni nutrimento endocellulare, interessando
unicamente il settore-bersaglio prescelto, premette di dinamizzare i settori
più fragili, senza inondare tutto l’organismo. Così grazie ad un’azione
selettiva che
favorisce l’autoregolazione cellulare, ogni cellula preleverà nel suo ambiente gli elementi nutritivi di cui ha più bisogno. Questa gamma di 38 complementi, propone dei nutrimenti specifici per l’uomo e per la donna. Cinque sono destinati alla regolazione di meridiani propriamente maschili e cinque sono specifici per i meridiani femminili. La nutripuntura non può sostituirsi a nessuna terapia. Dinamizzando l’ambiente cellulare, può accompagnarne vantaggiosamente l’azione, senza alcuna controindicazione ne effetti secondari.
favorisce l’autoregolazione cellulare, ogni cellula preleverà nel suo ambiente gli elementi nutritivi di cui ha più bisogno. Questa gamma di 38 complementi, propone dei nutrimenti specifici per l’uomo e per la donna. Cinque sono destinati alla regolazione di meridiani propriamente maschili e cinque sono specifici per i meridiani femminili. La nutripuntura non può sostituirsi a nessuna terapia. Dinamizzando l’ambiente cellulare, può accompagnarne vantaggiosamente l’azione, senza alcuna controindicazione ne effetti secondari.
“L’obiettivo
della nutripuntura è quello di sostenere la vita cellulare ”
continua a seguire il blog, troverai tante altre informazioni per migliorare il tuo benessere - Efn
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Aloe: composizione e proprietà
19:12
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Zuccheri, vitamina, enzimi, proteine e non solo; visto al
microscopio il gel dell’aloe è una vera farmacia naturale.
È importante conoscere la composizione chimica di questa
pianta magica per poterne comprendere integralmente le innumerevoli
applicazioni sia in campo cosmetico che medicinale. Si tratta infatti di una
straordinaria varietà di componenti che rendono l’aloe una vera farmacia
naturale. Bisogna però ricordare sempre che se da un lato è vero che è stato
scoperto molto nel campo immunologico e che le ricerche sulle proprietà di
alcuni componenti (per esempio gli antrachinoni) sono ancora in corso, è
altrettanto vero che nella somministrazione fitoterapica della pianta intera
molte volte è proprio la sinergia tra i vari componenti a portare straordinari
effetti di guarigione. Proviamo innanzitutto a guardare in generale le diverse
proprietà della pianta, per poi passare ai principali elementi racchiusi nel
suo gel.
Azione purificante
Grazie all’aloina (un principio attivo contenuto
esclusivamente nell’aloe), al potassio e agli zuccheri presenti nella pianta
vengono incrementati gli effetti lassativi e di drenaggio dell’organismo.
Azione nutrivita
L’ampia gamma di sostanze contenute, che vanno dai minerali
alle vitamine, dagli aminoacidi agli zuccheri (in particolare l’acemannano),
rendono la pianta dell’aloe un vero e proprio integratore alimentare naturale.
Proprietà cicatrizzante
L’acemannano, con le sue proprietà di stimolazione
cellulare, permette una rapida riproduzione dei tessuti provocando un aumento
di produzione del collagene e del tessuto connettivo.
Proprietà antivirale
I principi attivi, in particolare quelli propri
dell’acemannano, provocano nell’organismo l’aumento dell’attività depurativa
nel plasma e la stimolazione complessiva delle difese immunitarie.
Proprietà antinvecchiamento
La presenza di vitamine (in particolare vitamina C ed E) e
di oligoelementi antiossidanti (manganese e selenio), nonché di altre sostanze
come prolina e saponine, sono in grado di permettere all’organismo di
contrastare in maniera più efficace i radicali liberi e gli effetti
dell’invecchiamento sull’epidermide.
Proprietà antinfiammatoria
Gli steroidi vegetali presenti nella pianta permettono
l’utilizzazione locale del gel d’aloe con funzione lenitiva, calmante e
anti-arrossamento senza la comparsa di effetti collaterali sgradevoli.
Proprietà antibatterica
Glie estratti dell’aloe permettono alla cellula di
difendersi meglio dagli attacchi dei batteri, grazie all’azione antisettica
dell’acido cinnamico e crisofanico.
Proprietà antibiotica
L’aloemodina, unita all’enzima bradichinasi proteggono il
citoplasma della cellula fornendo un’azione germicida contro tutti gli attacchi
patogeni dell’esterno.
Proprietà antidolorifica
Come per l’aspirina, la presenza fra l’altro dell’acido
acetilsalicilico conferisce all’aloe un’azione anestetica e analgesica.
Proprietà antitumorale
La combinazione di potassio, acemannano, vitamina B9 (acido
folico), zinco e vitamina B12 (cobalamina) – tutte sostanze presenti nell’aloe
arborescens in concentrazione massima – ha una forte azione antitumorale.
Proprietà radioprotettiva
La capacità delle sostanze contenute nell’aloe di rigenerare
le cellule e di ripristinare il metabolismo sono un valido aiuto nel corso dei
trattamenti radioterapici, grazie anche all’azione analgesica.
Queste dunque sono a grandi linee le proprietà terapeutiche
della pianta. Analizziamo ora più da vicino i singoli componenti.
Antrachinoni
Nella parte più esterna delle foglie e nel tronco, l’aloe
contiene una serie di antrachinoni, composti che hanno azione lassativa,
analgesica, antimicrobica e favoriscono l’assorbimento delle sostanze nel
tratto intestinale. Si tratta di una grande famiglia molto diffusa in natura,
le cui proprietà sono al centro degli studi di questi ultimi anni; i meccanismi
con cui agiscono sull’organismo – da soli, in associazione fra loro e con altre
sostanze – non sono ancora del tutto chiariti. Bisogna comunque ricordare che
le loro proprietà (come per molte piante) possono essere sia tossiche che
farmacologiche e curative. Sotto la scorza dell’aloe ha un ruolo determinante
la presenza di aloina A, una glicoproteina con caratteristiche di
antinfiammatorio e inibitore della crescita delle cellule tumorali. Si tratta
di un principio attivo contenuto esclusivamente nell’aloe e all’origine di
altri composti della stessa classe. Sono presenti anche barbaloina,
isobarbaloina (analgesico), antranolo e antracene, acido aloetico, emodine
d’aloe, acido cinnamico (antisettico e detergente, molto usato per esempio nei
cosmetici), estere d’acido cinnamico, acido crisofanico (fungicida), aloe
ulcina.
Aminoacidi essenziali
Le analisi eseguite sulla pianta hanno rilevato la
presenza di almeno 20 aminoacidi su 22. Gli aminoacidi costituiscono un vero e
proprio alfabeto delle proteine, di cui rappresentano i costituenti elementari,
e giocano un ruolo fondamentale nel metabolismo umano attraverso una serie di
reazioni che avvengono prevalentemente nel fegato. Alcuni aminoacidi possono
essere sintetizzati dal nostro organismo a partire da altri prodotti come
grassi, carboidrati, proteine endogene; altri invece – gli aminoacidi essenziali
– non possono essere sintetizzati dall’organismo e quindi devono essere
introdotti con la dieta. Degli otto aminoacidi essenziali per un adulto, ben
sette sono presenti nell’aloe: fenilanina, isoleucina, leucina, lisina,
metionina, treonina e valina.
Analisi di laboratorio praticate su due tipologie di aloe
(vera e arborescens) hanno mostrato notevoli differenze quantitative a favore
dell’aloe arborescens nella presenza di aminoacidi, che risulta quindi
variabile secondo il tipo di pianta. Fra gli aminoacidi secondari, ma non per
questo motivo meno importanti ricordiamo: acido aspartico, acido glutammico,
alanina, arginina, tirosina, glicina, cisteina, glutammina, istidina,
idrossiprolina, serina, prolina.
Un solo esempio può bastare a comprendere l’importanza di
questi aminoacidi. Glicina e prolina vengono sintetizzate nelle cellule
dell’epidermide, nello strato superficiale sotto lo strato corneo. La ridotta
sintesi di queste sostanze comporta una minor produzione delle fibre di
collagene che servono a tenere insieme le cellule dell’epidermide con una con
l’altra. In questi casi un semplicissimo stimolo meccanico sulla pelle ferisce
il tessuto e il siero sottostante passa negli strati superificiali formando una
squama… Nella psoriasi la somministrazione di questi aminoacidi porta a un
sensibile miglioramento della malattia.
Vitamine
Anche le vitamine sono ben rappresentate fra i componenti
dell’aloe, innanzitutto le vitamine A,C ed E che agiscono come antiossidanti
(proteggono cioè dall’azione distruttiva dei radicali liberi). Fra le vitamine
del gruppo B troviamo nell’aloe: B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina),
B6 (piridossina) e B9 (acido folico), tutte con importanti funzioni di
regolarizzazione del metabolismo e di rigenerazione dei globuli rossi. L’ado
folico in particolare incide direttamente sulla formazione dei globuli rossi ed
è correlato ai processi di sintesi del DNA e alla costruzione del tessuto
nervoso (viene spesso somministrato
durante la gravidanza per aiutare la crescita del nascituro). La vitamina B12
(cobalamina) è stata rilevata con certezza nella pianta soltanto nel 1989: è un
importante fattore antianemico, cicatrizzante e aiuta a mantenere integro il
sistema nervoso, ma recenti studi ne hanno evidenziato le proprietà anticancerogene
e depurative (in associazione con la vitamina B3 e la B9).
Fosfolipidi
La colina non è una vitamina del complesso B, ma ha analoghe
funzioni di regolazione del metabolismo. È un componente della
fosfatidilcolina, essenziale per un buon
funzionamento delle membrane cellulari: questo vuol dire elasticità dei vasi
sanguigni, migliori reazioni metaboliche, miglior salute. Le pareti cellulari
sono permeabili e nell’interno della cellula c’è una grande quantità di
potassio, mentre nel liquido che circonda la cellula si trova una maggiore
quantità di sodio. Tra cellula e ambiente esterno c’è un continuo scambio di
sostanze: la cellula assorbe sostanze nutritive e a sua volta riversa
all’esterno sostanze che non servono più. Una cellula vitale e giovane deve
avere una buona membrana. Anche i globuli rossi hanno una membrana e il
contenuto di fosfolipidi garantisce la maggior elasticità del globulo e quindi
la sua capacità di trasportare l’ossigeno nei più stretti capillari sanguigni.
Inoltre per non formare calcoli nella colecisti si deve avere un equilibrio tra
fosfatidilcolina, lecitina, Sali biliari e colesterolo. Altrimenti i componenti
precipitano a formare calcoli biliari. La colina è un ingrediente essenziale
dell’acetilcolina, sostanza indispensabile per il trasporto molecolare, degli
impulsi fra le cellule nervose con funzioni di vasoregolarote. Inoltre è utile
nella riduzione di colesterolo e trigliceridi, l’eccesso dei quali è spesso
provocato nella popolazione occidentale da una dieta eccessivamente ricca di
carne e grassi.
Minerali
L’aloe contiene più di venti Sali minerali essenziali per
l’organismo umano. Ecco i più improtanti:
-
Calcio: è il più abbondante fra i minerali
presenti nell’organismo; determinante per la formazione ossea e per le funzioni
muscolari e cardiache (è essenziale per la contrazione delle fibre muscolari e
per la coagulazione del sangue).
-
Cromo: è presente in piccole tracce; rileva la
presenza degli zuccheri presenti nel sangue favorendo così la produzione di
insulina (controllo della glicemia) e favorisce l’attività degli enzimi degli
acidi grassi.
-
Fosforo: aiuta la crescita ossea associato al
calcio.
-
Ferro: è il componente essenziale
dell’emoglobina, la proteina del sangue che ha come compito di trasportare
ossigeno ai tessuti.
-
Manganese: minerale necessario per un corretto
sviluppo delle ossa (la sua carenza provoca infatti fragilità ossea),
essenziale per il normale funzionamento del cervello (elevato potere
antiossidante) e nella sintesi della tiroxina.
-
Magnesio: fondamentale per tutti i processi
biochimici, in particolare per la sintesi delle proteine e degli acidi
nucleici; protegge le cellule dai radicali, quindi ha funzioni
anti-invecchiamento.
-
Potassio: è indispensabile per la crescita, per
la funzionalità muscolare e il mantenimento del corretto PH nei liquidi del
corpo. In collaborazione con il sodio consente l’eliminazione dei prodotti di
scarto da parte delle cellule. Ha anche una funzione di stimolazione degli
enzimi necessari al metabolismo degli zuccheri. Alcuni diuretici provocano un
‘eccessiva perdita di potassio, così come accade agli sportivi per colpa della
abbondante sudorazione; la perdita di potassio può essere facilmente
reintegrata con una dieta ricca di frutta e verdura crude.
-
Sodio: interviene nei processi enzimatici,
mantiene in buona attività le funzioni del sistema nervoso e le funzioni
cardiache, regola l’equilibrio idrico.
-
Zinco: stimola l’attività delle proteine nella
cicatrizzazione; è coinvolto in oltre 150 funzioni degli enzimi (è un attivatore
di enzimi) ed è molto importante per l’attività delle membrane cellulari.
Mono e polisaccaridi
Conosciuti con il nome di zuccheri sono contenuti nella
polpa della pianta. I più rilevanti monosaccaridi (zuccheri semplici) sono
mannosio e glucosio: forniscono energia all’organismo. Ben rappresentati sono
anche i polisaccaridi (zuccheri complessi), di cui il gel di aloe è ricco:
cellulosa (importante per l’apporto di fibre), aldonentosio, acido uronico, e
soprattutto un mucopolisaccaride chiamato acemannano o carrisina. Le più
recenti scoperte hanno messo in relazione l’acemannano – che ha proprietà
germicide e battericide – con la stimolazione del sistema immunitario e del
sistema gastrointestinale. Proprio questo immunostimolatore presente nell’aloe
ha secondo molti studiosi un’influenza benefica su malattie come diabete,
colesterolo, arteriosclerosi. È stato sperimentato come inibitore del (pseudo)
virus dell’ HIV (aggiungo malattia inventata di sana pianta).
Enzimi
Agli enzimi è affidato il compito di ridurre gli elementi
basici e favorire le reazioni biochimiche dell’organizmo. Fra gli enzimi
presenti nella polpa dell’aloe ricordiamo: lipasi (favorisce la digestione dei
grassi), proteasi (ha la funzione di scomporre le proteine), cellulasi ( aiuta
a digerire la cellulosa, facilitando lo sfruttamento delle fibre), catalasi
(impedisce l’assorbimento del perossido di idrogeno – acqua ossigenata – che
sarebbe tossica – nei tessuti, scomponendolo in ossigeno e acqua), e ancora
fosfatasi e amilasi presenti in modeste quantità.
Acido salicilico
Componente fondamentale della nota aspirina, ha molteplici
funzioni che vanno dall’azione antinfiammatoria a una funzione protettiva del
cuore. La corteccia del salice, l’albero che da il nome a questo acido, è molto
famosa perché agisce su tessuti infiammati e impedisce l’aggregazione
piastrinica nel sangue. Spesso tuttavia l’assunzione del solo principio attivo
farmacologico causa irritazione gastrica, oppure provoca una reazione
allergica. Se si usa il prodotto naturale associato ad altri componenti
vegetali, l’azione guaritrice è infinitamente più dolce.
Lignina e saponine
Fra componenti chimici dell’aloe ricordiamo infine alcune
altre sostanze: la lignina, sostanza di colore giallastro, a cui è affidato
l’indurimento del tessuto vegetale, come la cellulosa, anche essa concentrata
sulla parte esterna delle foglie e importante per il suo apporto di fibre e le
saponine, componenti presenti in molte altre specie vegetali, irritanti per il
tubo digerente, ma con spiccate proprietà emolitiche, purificanti e
antisettiche; il nome è dovuto alla gran quantità di schiuma che producono una
volta mescolate all’acqua. Sono esempi di saponine la glicirrizina della
liquirizia e l’escina dell’ippocastano.
Continua a seguire il blog, troverai tantissime altre informazioni per migliorare il tuo benessere.
Le informazioni qui riportate sono a scopo informativo e non intendono assolutamente avvallare le terapie mediche, in alcun modo.
sabato 7 giugno 2014
I sali del dott. Schussler: N.11 Silicea
21:34
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Silicea
Particolarità: il sale di Schüssler n. 11 è quello cosmetico: è il sale per la pelle, per i capelli e per le unghie.
Zona d’impiego:
- Sistema immunitario debole; debolezza dei tessuti connettivali; atrofia dei tessuti connettivi; problemi di ricostruzione metabolica e di nutrimento del corpo a seguito di malattie consuntive; arteriosclerosi.
- Processi suppurativi; infiammazione cronica e recidiva dell’orecchio medio.
- Flatulenza.
- Artrosi, gotta, dolori e disturbi reumatici, modificazione patologica della cartilagine; problemi posturali, piedi valghi e piatti; articolazioni ballerine; debolezza dei dischi intervertebrali; infiammazione del periostio e della guaina sinoviale; come prevenzione per l’osteoporosi e nel caso di problemi dello sviluppo e della crescita.
- Capelli raggrinziti, sfibrati, opachi; unghie delle mani e dei piedi fragili e che crescono a fatica; pelle secca e ruvida, neurodermatite, pelle che si squama; acne (principalmente sul mento, sulla nuca e sulla schiena; micosi delle unghie; suppurazione della pelle; disturbi nella rimarginazione delle ferite (in seguito a ferite, la pelle fa fatica a guarire).
venerdì 6 giugno 2014
Aloe: la riscoperta moderna
14:10
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A metà ottocento l’aloe viene riscoperta grazie a una serie
di studi innovativi, fra i quali spicca l’esperienza di un medico russo capace
di unire sapere scientifico e medicina popolare.
La storia moderna dell’aloe comincia con la scoperta del
principio attivo caratteristico di questa pianta, ribattezzato aloina dalgi
insglesi Smith e Stenhouse nel 1851, anno in cui per la prima volta il composto
viene titolato e identificato. Per tutto l’ottocento comunque sono soprattutto
le proprietà lassative dell’aloe ad attirare l’attenzione e nel British
Pharmaceutical Codex del 1907 l’aloina e
aloemodina sono citate per le proprietà purganti e purificanti. Il primo a
commercializzare l’aloe fu invece un piantatore del Kentucky, H.W. Johnstone,
che accortosi quasi per caso del forte potere cicatrizzante della pianta –
usata dai lavoratori di colore della sua piantagione – iniziò a coltivarla su
larga scala, mettendo in commercio nel 1912 un unguento. Negli anni trenta due
ricercatori americani, i Collins (padre e figlio) studiarono a fondo la
capacità rigeneratrice dell’aloe, pubblicando un rapporto sull’effetto
dell’aloe vera nel lenire gli effetti della radioterapia, in particolare nelle
dermatiti. La loro ricerca segnò in America il lancio di una serie di campagne
scientifiche di approfondimento della composizione della pianta culminata con i
lavori di Chopia e Gosh, che nel 1938 riuscirono nelle loro analisi a fornire
una prima descrizione della composizione chimica della pianta. Fra il 1942 e il
1947, un ingegnere chimico, Rodney M. Stockton, imbattutosi per caso nella
pianta, dopo decine di esperimenti ne provò l’efficacia e mise in commercio con
un certo successo un balsamo per le ustioni. Contemporaneamente proseguiva
l’analisi chimica della pianta. Tom Rowe, dell’università della Virginia,
stabiliva per esempio che il principale agente curativo delle lesioni cutanee
da radiazioni doveva trovarsi concentrato nella parte dura delle foglie. Solo
verso la fine degli anni cinquanta il farmacista texano Bill C. Coats, dopo
aver interamente dedicato la sua vita agli studi, riuscì a stabilizzare la
polpa di aloe fresca, evitando i problemi di fermentazione e ossidazione del
prodotto che avevano fino ad allora afflitto sia la preparazione del succo che
delle creme. Coats risolse il problema con aggiunta di vitamina C, vitamina E e
di sorbitolo, tutti antiossidanti naturali. Questo portò alla vendita dell’aloe
su larga scala. Quasi negli stessi anni i russi, lavorando su varietà diverse
dell’aloe vera al centro delle ricerche americane (aloe arborescens e
striatula) e tipiche delle loro latitudini, giungevano alla conclusione che una
medicazione a base di aloe dimezzava i tempi di guarigione in caso di traumi
ginecologici e oftalmici, collegando l’acido cinnamico alle capacità dell’aloe
di uccidere i parassiti intestinali. Proprio i russi del resto potevano vantare
uno dei maggiori pionieri nello studio dell’aloe.
La medicina dialettica di Filatov
L’oftalmologo russo Vladimir Petrovic Filatov, nato a Odessa
nel 1875, può essere considerato a ragione uno dei precursori dell’impiego
dell’aloe. Ecco perché ci sembra giusto dedicargli un breve paragrafo. Lo zar
Nicola II volle insignire personalmente con la cattedra d’oftalmologia a Mosca
questo promettente medico, ricercatore dinamico e ricco di interessi. Secondo
Filatov si doveva passare con naturalezza dalla omeopatia alla naturopatia,
dalla medicina energetica a quella tradizionale, tenendo a mente una medicina
unitaria, capace di mantenere per così dire una visione d’insieme (quella che
oggi chiamiamo olistica) della malattia e dell’essere umano. Proprio negli anni
tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, il medico tedesco Paul
Ehrlich si fece promotore della prima
chemioterapia: una terapia a base di sostanze chimiche in grado di
aggredire l’agente patogeno colpendolo con precisione come fosse un bersaglio,
allo stesso modo in cui i sieri andavano a colpire le tossine. Filatov
sosteneva che le cure chemioterapiche e la fitoterapia possedessero
altrettatnte qualità che, anziché esser poste su piani diversi, dovevano
lavorare in sinergia con l’unico scopo della guarigione del paziente. Dopo la
rivoluzione d’ottobre, per poter continuare i suoi studi, Filatov ribattezzò il
suo metodo di studio “Medicina Dialettica” affinché il regime bolscevico lo
lasciasse continuare a lavorare senza drastiche imposizioni. Grande
viaggiatore, avvezzo alla vastità dell’impero russo, era solito studiare le
piante medicinali e i segreti dei guaritori locali che incontrava sulla strada.
Durante questi intensi scambi, cercava di istruire i guaritori, trasmettendo
loro i rudimenti della scienza medica moderna, cercando al tempo stesso – come
cattedratico – di dare ai medici universitari una formazione più aperta alla
medicina popolare tradizionale. La grande scoperta di Filatov fu la messa a
punto di un trapianto di conrea. Filatov comprese infatti che innestando un
frammento di cornea sana prelevato da un cadavere su quella malata e opaca
affetta da cataratta, il piccolo frammento era in grado di restituire alla
cornea malata la trasparenza di origine. Il processo era d’altronde velocizzato
se il prelievo della cornea veniva eseguito con il corpo del morto mantenuto al
freddo, a una temperatura di 2-3°. Praticò con successo più di tremila innesti
di cornee, guarendo un gran numero di cateratte e di cheratoscleriti.
Stimolatori biogeni e piante medicinali
Gli studi sulla conservazione dei tessuti alle basse
temperature e sulle proprietà rigeneranti di alcune sostanze in particolari
condizioni proseguirono: Filatov chiamò queste sostanze “stimolatori biogni” e
applicò la sua teoria a piante medicinali come il ginseng e l’aloe arborescens.
L’aloe arborescens, in particolare, era abbondante in tutta la Russia
meridionale e nell’Asia centrale, e Filatov la scelse dopo averne osservato i
sorprendenti effetti cicatrizzanti: tagliò delle foglie di aloe, le conservò
per dieci giorni al riparo dalla luce e al freddo, successivamente ne estrasse
la polpa e la iniettò sotto la cute dei pazienti: si accorse che ottneva
risultati simili a quelli raggiunti con il trapianto di tessuti. Filatov notò
con sorpresa un altro elemento: le stesse foglie di aloe passate nell’autoclave
a 120°C conservavano le loro proprietà anche si i loro enzimi non erano
presenti. Anche in questo caso arrivò alla conclusione che i responsabili del
processo di guarigione dovevano essere gli stimolatori biogeni. Filatov non
riuscì mai a provare l’esistenza degli stimolatori biogeni e a spiegare il loro
funzionamento, anche se continuò a ottenere eccellenti risultati con la sua
preparazione di aloe arborescens (chiamata “aloe biostimolata”). Dopo la morte
di Filatov la scuola russa ha continuato a impiegare l’aloe (sia arborescens
che vera) con successo fra l’altro nei casi di sciatica, malattie infiammatorie
della spina dorsale, astenia. Solo in seguito il dottor Brandt avrebbe tentato
di dare una spiegazione scientifica al meccanismo del funzionamento degli
stimolatori bigeni a base di aloe vera, collegandolo al sistema nervoso
centrale: l’aloe provocherebbe un allungamento della durata dei riflessi
condizionati, attivando così un processo di inibizione del sistema nervoso
centrale.
Aloe: le origini
13:49
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Aloe: dall’antichità al medioevo
Dalla mesopotamia dei sumeri ad Alessandro magno, fino al medioevo di arabi e crociati: le testimonianze storiche sulla “pianta della vita”.
Conosciuta da sempre per la sua bellezza, la sua eleganza e
soprattutto le sue proprietà terapeutiche, per molte civiltà la pianta
dell’aloe ha rappresentato una vera e propria divinità. La prima testimonianza
dell’utilizzo della pianta in medicina sembra risalire a una tavoletta di
argilla di età accadica (2200 a.c.) ritrovata a Nippur, a sud di Baghdad:
<le sue foglie assomigliano a foderi di coltelli>. In ogni caso
l’utilizzo farmacologico dell’aloe doveva essere ben conosciuto e diffuso in
tutto il vicino oriente antico. Gli assiri chiamavano il succo di aloe “Sibaru
o Siburu” e ne utilizzavano le proprietà lassative per risolvere i problemi di
digestione difficile, come quelli derivati dal consumo di cibo avariato o la
dolorosa flatulenza delle coliche intestinali. Nell’antico Egitto poi l’aloe,
oltre che per le sue funzioni terapeutiche, era tenuta in gran conto per la
cosmesi femminile. Dai faraoni era considerata addirittura un elisir di lunga
vita. Piantata intorno alle piramidi e lungo le strade che portavano fino alla
valle dei re, l’aloe, simbolo di immortalità, accompagnava il faraone fino al
regno dei morti per nutrirlo e medicarlo. I sacerdoti usavano questa pianta
durante l’imbalsamazione. Sempre nell’antico Egitto si apprezzava il valore lassativo
dell’aloe, utilizzata per gli enteroclismi. Ancora oggi le soglie delle case
egiziane vengono decorate con una pianta di aloe come simbolo di felicità
domestica, spesso ornata con un fiocco rosso. Di certo parla dell’aloe il
cosiddetto Papiro di Erbes (dal nome dello scienziato tedesco che lo scoprì nel
1875). Si tratta di un formulario contenente oltre 800 prescrizioni e la
citazione di circa 700 droghe di origine vegetale, minerale e animale. Vi si
trovano anche molte ricette per la preparazione di decotti, infusi, unguenti,
suffumigi.
Dall’Egitto al Medioevo, leggenda e realtà
Abbiamo detto che in Egitto l’aloe era utilizzata per le sue
proprietà di bellezza, che oggi sappiamo essere riconducibili all’azione
antiossidante di oligoelementi come il manganese e il selenio, oltre che alla
presenza di prolina. Fra le leggende sull’aloe si narra che Cleopatra facesse
uso del succo di aloe come collirio e – come alcuni secoli prima la bellissima
Nefertiti – lo usasse per esaltare la bellezza e il colorito della pelle
facendo bagni di latte d’asina (o di giumenta) e aloe. Per gli antichi greci
l’aloe era associata a bellezza, pazienza e fortuna, tanto che anche Ippocrate
vi fa riferimento nei suoi scritti: la riteneva capace di arrestare la caduta
dei capelli e di dare sollievo per la dissenteria e il mal di stomaco. Si
pensava anche che la pianta rendesse i guerrieri invincibili: una leggenda
delle leggende sulle conquiste di
Alessandro Magno narra di una spedizione navale che il Macedone, su
consiglio del suo maestro Aristotele, avrebbe intrapreso per conquistare
l’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano. Al di la della veridicità
dell’episodio, proprio l’isola di Socotra (conosciuta da romani e greci come
Dioscoris) per molti secoli è stata al centro della coltivazione dell’aloe
succo trina – una varietà pregiata di aloe – e del suo commercio dal
mediterraneo alla Cina. Accanto alla tradizione occidentale, infatti, l’aloe è
presente in quella della medicina orientale, dalla Cina al Tibet all’India. La
medicina tibetana e quella ayurvedica conoscono una preparazione a base di aloe
aquilaria agallocha (un albero della famiglia delle timelacee), la cui
corteccia viene usata per medicare ferite, otiti e le patologie dell’occhio.
Mediatori fra oriente e mondo mediterraneo, i fenici pare facessero seccare la
polpa estratta dalle foglie di aloe in otri di pelle di capra, diventando i
maggiori commercianti di aloe nel mondo greco-romano. Anche i romani si
accorsero delle virtù terapeutiche dell’aloe. Pedacio Dioscoride, uno fra i
maggiori naturalisti greco-romani, vissuto nei I° secolo d.c., descrive le
virtù lenitive e cicatrizzanti dell’aloe nel suo trattato “de materia medica”.
Nel medioevo, crociati e pellegrini di ritorno dalla terra santa portarono con loro
questa piantina prodigiosa, contribuendo a una ripresa di interesse nei suoi
confronti.
Nel XII secolo Hildegarda di Bingen scriveva:” il succo di aloe è caldo e ha grande valore per il polmone e l’itterizia”. Gli arabi del resto, che già ne conoscevano le virtù, erano stati in gradi di espanderne la coltivazione fino all’Andalusia, riuscendo ad acclimatarla. Furono però i padri gesuiti, prima spagnoli e poi portoghesi che, alle soglie dell’età moderna, esplorando le nuove terre diffusero la coltivazione della pianta di aloe in tutte le colonie, dall’Africa all’America fino all’Estremo Oriente.
Nel XII secolo Hildegarda di Bingen scriveva:” il succo di aloe è caldo e ha grande valore per il polmone e l’itterizia”. Gli arabi del resto, che già ne conoscevano le virtù, erano stati in gradi di espanderne la coltivazione fino all’Andalusia, riuscendo ad acclimatarla. Furono però i padri gesuiti, prima spagnoli e poi portoghesi che, alle soglie dell’età moderna, esplorando le nuove terre diffusero la coltivazione della pianta di aloe in tutte le colonie, dall’Africa all’America fino all’Estremo Oriente.
domenica 1 giugno 2014
Integratori alimentari: Zinco
21:02
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Lo zinco è un elemento fondamentale nella nutrizione perché
svolge un’ampia gamma di ruoli biologici in tutte le cellule dell’organismo:è
importante per la struttura di proteine e membrane cellulari, per
l’assorbimento e funzione delle vitamine e di altri minerali ed è un elemento
costitutivo di oltre 200 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo.
Inoltre lo zinco è presente nella struttura della “superossido dismutasi” (SOD), enzima molto importante nella
protezione delle strutture cellulari dai danni ossidativi. Lo zinco è
necessario anche per la corretta attività di molti ormoni, inclusi l’insulina,
l’ormone della crescita, gli ormoni sessuali e gli ormoni timici (legati alla
funzionalità del timo, organo importante nei processi immunitari). Una carenza
di zinco può influire nello sviluppo di una ipertrofia prostatica e portare a
sterilità maschile a causa della riduzione nella maturazione, nella mobilità e
nel numero di spermatozoi.
Bassi livelli di zinco possono manifestarsi con alterazioni
cutanee, diarrea, perdita di capelli e infezioni ricorrenti, dovute a un
indebolimento delle funzioni immunitarie. Studi effettuati hanno dimostrato che
la carenza di zinco può portare a una diminuzione del numero delle cellule
deputate alle difese immunitarie (linfociti T), così come è stato evidenziato
che un’integrazione bilanciata di zinco migliora la compromissione della
funzione immunitaria tipica dell’invecchiamento. Lo zinco gioca un ruolo
rilevante nello sviluppo fetale. Una carenza di zinco sembra essere legata al
parto prematuro e al ritardo della crescita del feto. Carenze si zinco sembrano
essere connesse a condizioni quali la degenerazione maculare, il morbo di
Alzheimer e la malattia di Wilson, disturbo ereditario caratterizzato da
accumulo di rame nel fegato e gravi danni a livello cerebrale, dovuti al lento
rilascio di questo minerale in altre parti dell’organismo. Poiché gli
integratori di zinco possono interferire con l’assorbimento del rame, possono
quindi rivelarsi utili nella prevenzione dell’accumulo di rame caratteristico
per questa patologia.
Campi di azione
Carenze delle difese immunitarie
Lenta rigenerazione cellulare a seguito di ferite e
infezioni
Indebolimento del sistema riproduttivo maschile
Diminuzione nell’attività di regolazione degli zuccheri.
Integratori alimentari: Mio inositolo
20:56
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L’utilità del mio-inositolo è stata evidenziata nel
nutrimento delle cellule cerebrali. Grandi quantità di inositolo si trovano
infatti nei nervi del midollo spinale, cervello e fluido cerebro-spinale. Come
riportato in “Pdr- integratori nutrizionali ed.CEC”, viene ipotizzato che il
ruolo del mio-inositolo su attacchi di panico, depressione e comportamenti
ossessivo compulsivi, possa essere legato alla sua funzione di precursore di
secondi messaggeri. Il mio-inositolo , inoltre, appare essere coinvolto
nell’attivazione di recettori per la serotonina.
Il mio-inositolo aiuta a migliorare l’attenzione e
concentrazione e favorire i processi depurativi dell’organismo
Mio-inositolo e sistema
nervoso
Il mio-inositolo è un costituente delle membrane di tutte
le cellule (forma i fosfolipidi di membrana), e i suoi diversi derivati fungono
da molecole messaggere all’interno del sistema nervoso. È dunque un
intermediario nella formazione di importanti neurotrasmettitori del sistema
nervoso centrale come la serotonina, una sostanza principalmente coinvolta
nella regolazione dell’umore.
Azione cerebrale
Il mio-.inositolo viene incorporato nelle membrane
cellulari ed è coinvolto nella trasmissione dei messaggi che segnalano il
controllo delle funzioni cellulari nel sistema nervoso, favorendo la concentrazione
e l’attenzione a livello cerebrale. Come riportato su “Pdr – integratori
nutrizionali – ed. CEC” e “guida medica agli integratori alimentari – T.Murray
– ed. Red”, sono stati inoltre osservati miglioramenti a seguito di trattamento
con inositolo, in soggetti depressi e nei casi di disturbi da attacco di
panico.
Depurazione del fegato
Il mio-inositolo è anche noto nella letteratura
scientifica per il suo efetto lipotropo, cioè aiuta a rimuovere i grassi dal
fegato, favorendo così la riduzione del grasso e della bile, che si depositano
nell’organo, e che potrebbero associarsi all’insorgere di disturbi del fegato.
Azione lipotropa
Insieme alla colina, il mio-inositolo stimola la
produzione di lecitina: interviene, perciò, nel metabolismo dei grassi e può
aiutare a ridurre il livello di colesterolo nel sangue.
Fonti: web, riviste di settore, natural point
Articoli a puro
scopo informativo e non esaustivo.
Articoli a puro
scopo informativo e non intende ASSOLUTAMENTE sostituire la consulenza medica
Integratori alimentari: Glutammina
20:45
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La Glutammina è un aminoacido definito semi-essenziale, perché in circostanze
normali, viene sufficientemente prodotta nei muscoli, per far fronte alla
richiesta fisiologica. Tuttavia, nelle situazioni di stress che comportano un
elevato consumo di Glutammina è bene aumentarne l’apporto dall’esterno, per
evitare che l’organismo consumi le scorte presente nei muscoli. Infatti
l’organismo non sempre è in grado di rispondere adeguatamente all’aumento di
consumo che lo stress innesca.
Perciò, con un’opportuna integrazione ci si prende cura
delle possibili carenze, evitando così conseguenze indesiderate.
La Glutammina è l’aminoacido più presente nel corpo
umano: oltre che nei muscoli, si trova in quantità discrete anche nel sistema
nervoso, nell’intestino, nel fegato, nel cuore e viene utilizzata da tutte le
cellule, in particolare da quelle deputate alle difese immunitarie per produrre
energia.
La Glutammina, inoltre, partecipa a varie attività
metaboliche, quali la formazione delle proteine, degli amino-zuccheri
(glucosamina) e del glutatione, un potente antiossidante che l’organismo
produce per contrastare i radicali liberi, proteggendo le cellule dai
pericolosi ossidativi.
Sforzi intensi:
Per chi impegna intensamente il proprio corpo nello sport
o nel lavoro fisico, la Glutammina diventa utile per accelerare il recupero
energetico, aumentando il volume cellulare e favorendo la reintegrazione di
sostanze nutritive.
Dopo i traumi:
L’azione benefica della glutammina a sostegno della
riparazione di traumi come le ustioni, e il recupero fisico dopo interventi
chirurgici. Si è anche osservata la capacità di migliorare lo stato
nutrizionale dei pazienti.
Stanchezza e concentrazione:
La sensazione di stanchezza, particolarmente quella
mentale, può trovare spiegazione anche nei meccanismi cellulari che nutrono il
cervello. Esso è, infatti, un grande utilizzatore di acido glutammico, come
neurotrasmettitore, sostanza che veicola le informazioni tre le cellule del
sistema nervoso, in particolare nel sistema nervoso centrale.
Prontezza mentale
e concentrazione decrescono quando l’acido glutammico scarseggia.
La glutammina, che entra rapidamente nelle cellule
cerebrali, viene convertita in acido glutammico, o utilizzata come fonte di
energia, a seconda delle necessità. Inoltre, essa consente l’eliminazione di
sostanze tossiche presenti a livello cerebrale. Questo spiega il miglioramento
delle prestazioni intellettive.
Depurazione e protezione:
Nel fegato, il grande depuratore dell’organismo,
avvengono i processi di trasformazione delle sostanze tossiche in forme
atossiche, che sono poi eliminate per via urinaria. La glutammina aiuta tali
processi e concorre così a proteggere il fegato. Essa è inoltre un buon
supporto energetico delle cellule in rapida moltiplicazione, come i linfociti e
i macrofagi, che sono legate alle difese immunitarie. Per questa ragione, viene
anche considerata un elemento che nutre il sistema immunitario.
Sembra anche giocare un ruolo di primo piano nel
proteggere l’integrità della mucosa del tratto gastrointestinale, in
particolare del colon.
L’importanza del ph:
La Glutammina svolge un ruolo importante nella
regolazione dell’equilibrio acido-base, proteggendo così l’organismo
dell’acidosi. Essa concorre alla trasformazione dell’ammoniaca, un residuo
tossico dell’organismo, in forme innocue, che vengono poi eliminate dai reni
oppure convertite in urea dal fegato
Risposta fisiologica alle
basse quantità di glutammina :
-
Alterazione dell’equilibrio acido-base
-
Recupero di energia più lento dopo sforzi fisici
e sportivi
-
Ridotta capacità di produrre glutatione
-
Maggiore difficoltà di rigenerazione delle
cellule dai traumi (ustioni, interventi)
-
Sensazione di stanchezza
-
Scarsa concentrazione
-
Minore depurazione del fegato
-
Ridotta energia delle cellule legate alle difese
immunitarie
-
Minor protezione della mucosa intestinale del
colon
Fonti : web, riviste del settore, natural point.
Articoli a puro
scopo informativo e non esaustivo. Non intende ASSOLUTAMENTE sostituire la consulenza medica
venerdì 30 maggio 2014
domenica 25 maggio 2014
Medicina ortomolecolare: di cosa si tratta?
11:08
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COSA SIGNIFICA MEDICINA ORTOMOLECOLARE?Dare la possibilità alle cellule di lavorare al meglio delle loro capacità attraverso il giusto apporto di sostanze nutritive. Ecco perchè ho scelto come logo identificativo questo caduceo, per trasmettere l'importanza del commercio dei prodotti naturali e la conoscenza di questi, da parte nostra, al fine di mantenere e migliorare il perfetto stato di benessere nella maniera più naturale possibile.
La medicina ortomolecolare è da intendersi come disciplina integrativa alla medicina accademica e a quella complementare. Si basa infatti su delle premesse scientifiche derivanti dalla medicina e dalla biochimica. Medicina ortomolecolare significa preservare la salute e curare le malattie modificando la concentrazione delle sostanze essenziali per la salute, che generalmente sono presenti nel corpo umano.
Ogni organismo ha un fabbisogno individuale soggettivo di sostanze nutritive essenziali. Questo fabbisogno deve essere coperto affinché l’individuo possa mantenere la salute o recuperare da una malattia. Quando il suddetto fabbisogno di sostanze essenziali non viene totalmente garantito dall’alimentazione si verificano fenomeni di carenza. Ogni carenza di oligoelementi, sostanze minerali, vitamine, acidi grassi essenziali e aminoacidi, prima o poi, conduce all’insorgere di vere e proprie patologie.
Alla base della medicina ortomolecolare c’è sempre la ricerca delle cause che hanno portato all’insorgere della malattia, e un’analisi globale della situazione metabolica individuale della persona presa in esame.
È molto raro che sia soltanto una la causa che sviluppa l’intero quadro clinico. Bisogna dunque essere in grado di prendere in considerazione non solo le influenze biochimiche derivanti dal tipo di alimentazione e dalle sostanze nutrizionali così introdotte, ma anche le interazioni che si sviluppano nel soggetto dal contatto con l’ambiente. Determinanti sono infatti le situazioni di stress fisico e psichico, l’ambiente familiare e di lavoro, le abitudini di vita e le predisposizioni genetiche.
prof. Enzo Verga
Ti ringrazio per aver dedicato del tempo ad accrescere la tua conoscenza. Continua a seguirci e scoprirai tante altre cose interessanti a riguardo - Efn
lunedì 19 maggio 2014
Idroterapia: il bagno di vapore
22:49
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Bagno di vapore
Il bagno di vapore rappresenta una pratica conosciuta già
nell’antichità, precisamente in Grecia a partire dal V° secolo A.C. . Già da
allora si apprezzavano le potenzialità terapeutiche nonché, successivamente per
alcune culture, un’occasione di riposo e incontro. Lo scopo del calore,
generato dall’immissione di vapore, penetra nell’organismo favorendo l’espulsione
di tossine e impurità che verranno successivamente asportate per mezzo di
frizioni fredde.
Oggi si può allestire molto semplicemente un bagno di vapore
in casa, in commercio si trovano anche modelli a prezzi modici. Bisogna tener
presente che saune, bagni di vapore ecc. non servono per dimagrire (qui si
entra nel ramo della nutraceutica), bensì per un discorso di purificazione
interna, e inoltre è necessario rispettare le modalità d’esecuzione specificate
nelle istruzioni.
Linee di massima per l’esecuzione
Letture consigliate:
Più giovani e in forma Kneipp
Idroterapia applicata
Letture consigliate:
Più giovani e in forma Kneipp
Idroterapia applicata
Il bagno di vapore (o lavaggio del sangue a vapore) è stato
ideato dal cileno Manuel Lezaeta Acheran; esso è basato sull’alternanza tra
stimoli caldi e freddi in corrente di vapore. La persona entra nella cabina, a
digiuno e svestita, già riempita di vapore lasciando fuori solo la testa, al
fine di respirare aria pulita. Dopo 4-5 minuti di permanenza, con il corpo
caldo si invita la persona ad uscire e la si avvolge in un telo bagnato con
acqua fredda per una trentina di secondi (va bene anche una frizione fredda). Successivamente si rientra per successivi tre
minuti e si ripetono le uscite con annesse frizioni. Il tutto per un massimo di
10 volte, tenendo ben presente che si deve terminare sempre con la parte
fredda. Terminata questa fase si invita la persona ad asciugarsi (meglio se con
un accappatoio) e successivamente la si avvolge , dopo averla fatta sdraiare
sul lettino, in un lenzuolo o in una coperta di lana (per chi conosce la
tecnica può utilizzare la chiusura a mummia) al fine di amplificare l’azione
del calore generato per un tempo massimo di quarantacinque minuti. Se la
persona dovesse sentire freddo durante questa fase è possibile utilizzare ,
come ausilio, delle borse di acqua calda lungo il corpo e sui piedi.
Il bagno di vapore rappresenta la tecnica idroterapica più
potente agendo soprattutto a livello circolatorio (grazie all’alternanza di
caldo e freddo). Questa migliora, ovviamente , anche la circolazione linfatica
permettendo l’eliminazione di sostanze nocive. Anche il sistema immunitario
trae giovamento. Il riequilibrio della temperatura corporea ha un’azione
decongestionante su tutto l’apparato metabolico riuscendo a riarmonizzare
febbri gastrointestinali. È tonificante e riesce a rendere il corpo più
resistente nei confronti delle temperature esterne, inoltra genera una
sensazione di rilassamento e benessere. NB: in caso di varici alle gambe è
necessario fasciarle con un telo bagnato in acqua fredda e rinfrescarlo spesso.
Consiglio comunque e sempre di chiedere al proprio medico indicazioni più
dettagliate.
Da evitare assolutamente qualora ci fossero cardiopatie,
gravi patologie cerebrali, febbre, emorragie, ciclo mestruale (per le donne),
soggetti fortemente debilitati, soggetti con protesi cardiache, forte
ipertensione.
Queste tecniche hanno lo scopo di donarci benessere, per
tanto invito sempre a consultare il proprio medico qualora sorgesse in voi
anche un minimo dubbio a riguardo.
Se rispettiamo i cicli di vita della natura, cominciamo a
prenderci cura del nostro corpo e del nostro spirito saremo testimoni di
miracoli accaduti nella nostra vita.
La pace comincia con me - Efn
Aromaterapia: essenze
11:16
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Profilo di base di 38 oli
Una scelta degli oli essenziali ,maggiormente utilizzati in
aromaterapia, con descrizione delle loro virtù sottili, vortici energetici su
cui lavorano e informazioni per comprenderne il loro potenziale intrinseco.
ATTENZIONE: le essenze per
aromaterapia vanno utilizzate solo ed esclusivamente per tale scopo. Gli oli
essenziali per oleoliti da massaggio devono essere esplicitamente richiesti al
momento dell’acquisto.
Questo articolo non è completo; lo
scopo è quello di fornire linee guida attraverso le quali ciascuno di voi può
approfondire l’argomento in base a ciò che desidera.
Abete rosso
Disturbi fisici:
espettorante e fortificante, è utile per le malattie dell’apparato
respiratorio; insieme al limone può essere utilizzato come fragranza durante il
massaggio sportivo.
Disarmonie
psico-emotive: è un olio ottimo nel caso ci si senta in trappola o
soggiogati da altre persone.
Chakra: agisce
sul 5°
Proprietà:
simbolo di rettitudine e schiettezza. Aiuta a mantenere il contatto con la
realtà, ha un effetto liberatorio a livello emotivo e mentale, spingendoci a
essere noi stessi. Indicato per far riposare la mente.
Albero
del tè
Disturbi fisici:
esercita un’azione potente contro batteri, funghi, virus; stimola il sistema
immunitario. È di facile uso in caso di punture di insetti, tagli, escoriazioni
e foruncoli.
Disarmonie
psico-emotive:aiuta a proteggersi dalle energie negative e dal cattivo
influsso dei pensieri altrui.
Chakra: lavora
sul 2°e sul 6°.
Proprietà:
questa essenza fortifica e rinvigorisce, rendendo le persone più perseveranti e
battagliere. Assicura la vitalità necessaria per superare i problemi della vita
quotidiana.
Anice
verde
Disturbi fisici: aiuta
la digestione e si rivela utile nei problemi di stomaco.
Disarmonie
psico-emotive: scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, paure
represse, sonno agitato.
Chakra: agisce
sulle disarmonie del 6°.
Proprietà:
facilita l’elaborazione di sentimenti di cui non si è consapevoli: sono
ampliate da questa essenza la visione interiore e l’introspezione. Esplica
azione rilassante e promuove la lucidità di pensiero.
Arancio dolce
Disturbi fisici:
antinfettivo e disintossicante.
Disarmonie
psico-emotive: adatto alle persone depresse, nervose, iperattive e per chi
non riesce a dormire.
Chakra: si usa
prevalentemente sul 6°.
Proprietà:
infonde ottimismo e stimola la determinazione. È un’essenza adatta agli
artisti, in quanto potenzia l’ispirazione e le tendenze creative.
Basilico
Abbassa la febbre e cura il mal di testa. Agisce anche
nel caso di raffreddore, in abbinamento con l’eucalipto Disturbi fisici:. È un potente digestivo e un tonico nervoso.
Secondo la medicina tradizionale cinese ha proprietà antiepilettiche.
Disarmonie
psico-emotive: depressione, stanchezza, tensione nervosa, sensazione di
panico, senso di oppressione dovuto ai troppi pensieri.
Chakra: adatto
al 6°.
Proprietà:
utile per risvegliare la memoria, la prontezza di comprensione e la precisione
di risposta. Liberando la testa dai pensieri, allevia la stanchezza mentale e
migliora l’attenzione. Si usa in inalazione secca o nel diffusore per aromi
prima di un esame o di un colloquio importante.
Benzoino
Disturbi fisici:
essenza antisettica, espettorante e antinfiammatoria, adatta alle infezioni
delle vie respiratorie.
Disarmonie
psico-emotive: scaccia l’astio e il rancore.
Chakra: agisce
sul 5° ma, essendo un olio yang, è adatto anche al 1°, esercitando un effetto
energizzante, aumentando la vitalità e il rendimento muscolare.
Proprietà:
poiché in alcuni soggetti può indurre una sensazione di euforia, lo si usa per
sciogliere i blocchi emozionali. Dona fiducia, sicurezza, determinazione e
perseveranza.
Bergamotto
Disturbi fisici: agisce
sull’ipotalamo e su milza-pancreas.
Disarmonie
psico-emotive: nevrosi, depressioni e ansia.
Chakra: adatto
a correggere le disarmonie del 3°, può essere usato anche sul 4°e 5°. Come
calmante, su qualunque chakra ove sia presente confusione o agitazione.
Proprietà:
prima di andare a dormire, la sua fragranza, favorisce una buona qualità del
sonno. Incoraggia la fiducia in se stessi e fa riemergere la vitalità
soffocata.
Canfora
Disturbi fisici:
stimolante cardiaco e circolatorio, utile nei problemi di cuore dovuti a
malattie infettive. Agisce contro il raffreddore e nelle patologie polmonari.
Efficace nelle perdite di coscienza.
Disarmonie
psico-emotive: tensione, agitazione, scarso contatto con la realtà.
Chakra: è
indicato per le disarmonie del 1°e del 6°.
Proprietà: amplifica
l’energia generale dell’organismo, incoraggia a prendere in mano le situazioni
tralasciando ogni incertezza. Stimola a metter in pratica idee creative. Ottimo
sedativo delle tensioni, apporta concretezza, determinazione, concentrazione e
chiarezza mentale.
Cannella
Disturbi fisici:
stimola il cuore e la circolazione.
Disarmonie
psico-emotive: risveglia gli indecisi e i pigri.
Chakra: la sua
azione si rivolge principalmente al 1°.
Proprietà: è
un’essenza decisamente yang; possiede un’energia divampante che riscalda il
cuore nei momenti di gelo, sconfigge la solitudine, risveglia il desiderio e il
vigore sessuale. Agisce come antifreddo e promuove la volitività. Essendo un
olio legato a Marte è anche adatto a soggetti troppo yang, aggressivi,
dispotici o eccessivamente mascolini, in quanto tende a equilibrare l’energia
yang in eccesso.
Cedro legno
Disturbi fisici:
stimola la ricrescita dei capelli. Antisettico e mucolitico (scioglie il
catarro).
Disarmonie
psico-emotive: instabilità, volubilità, poca determinazione.
Chakra: lavora
sulle disarmonie del 1°.
Proprietà: assenza
di radicamento, rende più perseveranti e aiuta coloro che si sentono indecisi
rispetto alle proprie mete.
Cipresso
Disturbi fisici:
ottimo rinforzante per le vene e utile per le emorragie (vasocostrittore).
Indicato per le cisti ovariche e alcuni problemi ormonali femminili nel periodo
della menopausa.
Disarmonie
psico-emotive: utile nei casi di stanchezza nervosa e sessuale, agisce
reintegrando le energie vitali.
Chakra: agisce
sugli squilibri del 2°, 4° e 5°.
Proprietà: si
utilizza per favorire la concentrazione necessaria al raggiungimento degli
obiettivi più alti. L’aroma del cipresso può trasmetterci insegnamenti riguardo
ai concetti di “morte e trasformazione”, e può essere impiegato in soggetti che
hanno un rapporto non sereno con l’idea della morte.
Eucalipto
Disturbi fisici:
agisce su tosse, raffreddore e disturbi respiratori.
Disarmonie
psico-emotive: calma che cade facile preda dell’eccitazione. Favorisce
l’apprendimento. È di aiuto in caso di difficoltà di concentrazione e mancanza
di interesse nel lavoro creativo.
Chakra: è
efficace sul 5°.
Proprietà:
facilita la comunicazione e l’espressione. Può essere usato per ripulire
energeticamente luoghi in cui sono avvenuti conflitti, litigi, scontri fisici,
o in cui siano presenti energie negative.
Finocchio dolce
Disturbi fisici:
agisce sui problemi del colon e regolarizza il sistema neurovegetativo.
calmante per il mal di testa.
Disarmonie
psico-emotive: stress, scoraggiamento, mancanza di gioia.
Chakra: per
riequilibrare i l 2°e 5°.
Proprietà:
stimola la visione chiara delle situazioni. Allevia le conseguenze degli
eccessi di alcool e fumo. Dona la forza d’animo necessaria per seguire la
strada scelta nella vita. È un protettivo rispetto all’aggressività derivante
dalle frustrazioni di chi ci circonda.
Garofano chiodi
Disturbi fisici:
riequilibra i reni e la milza; adatto agli asmatici, è efficace anche nei
disturbi intestinali.
Disarmonie
psico-emotive: per chi non ha il coraggio di immergersi nel flusso delle
esperienze quotidiano.
Chakra: lavora
sul 3°. Negli asmatici conviene associarlo a un’essenza che agisca sul 5°. La
sua azione si esplica anche sul terzo occhio, favorendo la concentrazione,
l’idealismo, la conoscenza e la sensibilità intuitiva.
Proprietà: può
avere implicazioni afrodisiache, in quanto induce ad abbassare le barriere
razionali. Corroborante e antidepressivo, risveglia la voglia di credere e di
fare.
Geranio
Disturbi fisici:
si rivela efficace per i disturbi della menopausa e nella sindrome
premestruale. Come cosmetico è indicato sia in presenza di pelle grassa che di
pelle secca, poiché stimola e addolcisce.
Disarmonie
psico-emotive: indicato per il trattamento dello stress e per le persone
affaticate.
Chakra: agisce
sul 5°e 6°.
Proprietà:
tende a normalizzare , armonizzare ed equilibrare (uffici e luoghi di
aggragazione).
Ginepro bacche
Disturbi fisici:
regola fegato e cistifellea. È disintossicante.
Disarmonie
psico-emotive: adatto alle persone deboli, ansiose e poco determinate;
stimola la libido.
Chakra: agisce
sul 3° e 6°.
Proprietà:
ripulisce dalle energie negative accumulate.
Incenso
Disturbi fisici:
infezioni cutanee, deficit immunitario.
Disarmonie
psico-emotive: aiuta a recidere i vincoli che ci ancorano al passato, specialmente
quando sono di ostacolo per l’evoluzione.
Chakra: si usa
sul 7° o per la meditazione.
Proprietà:
favorisce l’elevazione, trasportandoci oltre le ansie e le preoccupazioni
quotidiane per mostrarcele dall’alto e insegnarci a sorriderci su. Ci guida
alla trascendenza, aprendoci la strada per raggiungere la divinità. Ha la
proprietà di rallentare il respiro per la meditazione.
Lavanda
Disturbi fisici:
per il battito cardiaco alterato da aritmie e tachicardie. È antisettica e
analgesico.
Disarmonie
psico-emotive: indicata in caso di angoscia, depressione, pensieri
ricorrenti, paure di vario tipo, insonnia e sofferenze affettive.
Chakra: può
giovare a tutti i chakra per la sua azione sedativa e armonizzante.
Particolarmente adatta alle disarmonie del 3°e del 4°, ma anche del 7°. Sul 3°
la sua efficacia è amplificata dall’aggiunta di alcune gocce di vetiver.
Proprietà:
dona equilibrio, calma e chiarezza a chi tende a estremizzare le emozioni. Si
usa per purificare gli ambienti.
Legno di rosa
Disturbi fisici:
stimola il sistema immunitario; si usa per curare le imperfezioni della pelle e
contro i capellic secchi.
Disarmonie
emotive: utile per la paura da stress, l’ansia di anticipazione, il timore
causato dall’attesa di un evento futuro.
Chakra: agisce
sul 1°e 7°
Proprietà:
adatto alla meditazione e alle attività spirituali. Esplica azione calmante –
senza indurre sonnolenza – nei soggetti ansiosi e in coloro che sono disturbati
dalle atmosfere negative di luoghi e ambienti.
Limone - citrus limon
Disturbi fisici:
tonifica i muscoli e la milza-pancreas
Disarmonie
psico-emotive: stress, stanchezza, apatia.
Chakra: si usa
sul 3°e 6°per migliorare le prestazioni psicofisiche
Proprietà :
usato nel massaggio è particolarmente adatto agli sportivi. Valido per
combattere gli errori di distrazione, le sviste nel lavoro mentale. Agisce
rafforzando l’attenzione, armonizzando e amplificando la componente razionale
della mente e tenendo a freno la parte emozionale.
Maggiorana - origanum majorana
Disturbi fisici: ipertensione,
reumatismi, spasmi digestivi
Disarmonie
psico-emotive: utile nei lutti, aiuta anche coloro che soffrono per la
rottura di un amore
Chakra: agisce
sul 4°
Proprietà: è
un’essenza anafrodisiaca, cioè diminuisce il desiderio sessuale, specialmente
se viene usata nell’acqua del bagno la sera prima di coricarsi. L’uso
prolungato ha un effetto di freno e di contenimento delle emozioni. Favorisce
il riposo e il rilassamento. Il suo aroma balsamico smussa gli spigoli delle
emozioni e invita a considerazioni più ampie.
Mandarino - citrus nobilis
Disturbi fisici:
aerofagia, flatulenza, coliche
Disarmonie
psico-emotive: agitazione e infelicità. Utile in gravidanza perché
armonizza la madre con il nascituro
Chakra:
riequilibra in particolare il 2°
Proprietà: per
lavorare sui problemi relativi all’infanzia e su eventuali contrasti con la
madre; agisce sui disturbi nervosi dei bambini.
Menta piperita
Disturbi fisici:
in inalazione secca si usa per il mal d’auto, di mare e d’aereo. Stimola
l’appetito, favorisce la digestione, aiuta la guarigione delle ulcere, è
raccomandata per la voce e per le nevralgie.
Disarmonie
psico-emotive: attenua l’orgoglio esagerato; aiuta a superare il senso di
inferiorità, poiché le persone molto orgogliose nascondono spesso un forte
senso di ineriorità.
Chakra: si
rivolge al 3° e 6°
Proprietà:
stimola la logica e rende chiari i pensieri; induce all’ottimismo e alla buona
disposizione d’animo nei confronti degli altri.
Mirra (commiphora molmol)
Disturbi fisici: ritenzione
idrica, irregolarità mesturali
Disarmonie
psico-emotive: aiuta a vincere la paura della morte e il dolore della
separazione. Adatta a chi si sente bloccato emotivamente o spiritualmente. Placa le tensioni sessuali
Chakra:
rafforza il 1° ma si rivolge anche al vortice della corona
Proprietà:
armonizza il livello fisico con i livelli superiori. Rende umili e devoti, ha
un potente effetto purificante e dona forza e calma interiore.
Mirto (Myrtus communis)
Disturbi fisici:
possiede proprietà astringenti che lo rendono efficace nelle patologie della
pelle; inoltre agisce sui reni, sui capelli e nelle affezioni genitourinarie.
Disarmonie
psico-emotive: utile agli ipocondriaci e a coloro che hanno difficoltà a
valorizzare la propria
bellezza, sia interiore che esteriore
chakra: agisce
sul 4°
proprietà:
pianta di Venere, amplifica il senso della bellezza universale e dell’armonia
nei rapporti con gli altri. Come simbolo di amore e pace calma le sofferenze
affettive. Stimola la creatività artistica.
Neroli (Citrus aurantium flos)
Disturbi fisici:
debilitazione fisica, frigidità
Disarmonie
psico-emotive: tensioni emotive, stati ansiosi e di panico, isteria,
agitazione notturna, incubi.
Chakra: come
protettivo delle emozioni del cuore riequilibra il chakra cardiaco, ma agisce
anche sul 7° armonizzando l’amore con la spiritualità
Proprietà:
cura le ferite affettive, suggerisce calma e riflessione. Rafforza l’aura
indebolita dai momenti di depressione e di fatica fisica e mentale. Può essere
usato da entrambi i partner prima di un incontro: per inalazione secca, nel
diffusore, nell’acqua del bagno.
Patchouli (pogostemon cablin)
Disturbi fisici:
potente disinfettante del cavo orale e vaginale, sedativo delle infiammazioni.
Cura i problemi di pelle come seborrea, acne, dermatosi, allergie.
Disarmonie psico-emotive:
per le sue proprietà afrodisiache è utile a coloro che sono riluttanti ad
accettare la propria sessualità perché spostano tutto l’interesse sulla
spiritualità. È molto adatto ai sognatori, o alle persone che non si sentono a
loro agio nel corpo fisico.
Chakra:
rafforza il 1° agendo come frequenza di radicamento, ma è fortemente collegato
anche al 2°vortice.
Proprietà:
induce a vivere in maniera più libera e trasgressiva. Aiuta ad accettare il
corpo fisico lasciando da parte il turbinare della mente.
Pino silvestre (Pinus sylvestris)
Disturbi fisici:
agisce sulle ghiandole surrenali. È antireumatico e antisettico delle vie
respiratorie e delle vie urinarie.
Disarmonie
psico-emotive: riequilibra i soggetti arroganti e prepotenti e le persone
soggette a esaurimento. Essenza eminentemente maschile, corrobora la forza
fisica e aiuta l’uomo a liberarsi delle insicurezze legate alla virilità; come
tale, è da considerarsi un rimedio per l’impotenza sessuale
Chakra: sul
2°, in particolare sui soggetti maschili
Proprietà:
purifica e rinvigorisce. Consigliato per il bagno e nel diffusore di aromi.
Gorverna la voglia di vivere, il coraggio e la tenacia; aiuta a ridimensionare
i problemi.
Pompelmo (Citrus
paradisi)
Disturbi fisici:
regola l’appetito e agisce contro obesità, anoressia e bulimia
Disarmonie
psico-emotive: depressione, amarezza
Chakra: agisce
sul 1°e sul 3°
Proprietà:
regola l’umore e gli squilibri emotivi, apportando una nota di euforia e
favorendo una disposizione d’animo positiva nei confronti di ogni esperienza.
Rappresenta un rifugio per coloro che hanno perso le redini della propria vita,
in quanto crea un’atmosfera di rassicurante stabilità.
Rosa (Rosa damascena)
Disturbi fisici:
ottima per curare la pelle secca, senescente, le rughe e la couperose;
riequilibrando la produzione ormonale femminile, apporta benefici anche in
menopausa.
Disarmonie
psico-emotive: agisce sulla malinconia sciogliendo i nodi che impediscono
il sorriso. Si utilizza per i traumi affettivi antichi, per le ferite amorose
non ancora superate.
Chakra: si usa
sul 4°, poiché lenisce le delusioni sentimentali. Se applicata sul 2° vortice
può favorire il concepimento, stimolare la sessualità con una componente di
spiritualità e promuovere la creatività artistica. Il massaggio sul plesso
sacrale è utile durante la gravidanza.
Proprietà: è
una fragranza dal carattere sacro e sensuale insieme e come tale è capace di
portare la concordia in qualunque ambiente.
Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
Disturbi fisici:
stimola il flusso del sangue e la muscolatura. È adatto alle ore della mattina
(in serata può causare insonnia). Rigeneratore del fegato e della cistifellea,
è indicato nell’arteriosclerosi, in certe diarree, negli stati di esaurimento.
Disarmonie
psico-emotive: scarsa lcidità, propensione a illudersi
Chakra:
penetrando nel 1° purifica i flussi di energia infondendo un vigore fresco e
solare. Adatto al 6°, in quanto favorisce l’attività mentale e ci fa vedere
chiaramente le sfumature della realtà.
Proprietà:
lavora sulla consapevolezza di sé e del proprio corpo nella sfera sessuale. In
certi soggetti può sviluppare doti latenti di sensitività.
Salvia (salvia officinalis)
Disturbi fisici:
può avere effetti armonizzanti della tiroide e dell’apparato genitale
femminile; si usa in menopausa per agire sulle vampate di calore e sugli
squilibri ormonali.
Disarmonie
psico-emotive: particolarmente indicata per le donne, dona intraprendenza,
euforia e sensualità. Util per coloro che mancano di fantasia, ispirazione e
capacità di ascolto.
Chakra: agisce
sul 2° e sul 5°.
Proprietà: è
uno degli oli adatti agli artisti e a coloro che desiderano ricominciare a
vivere con allegria dopo un periodo grigio. Promuove la saggezza e favorisce
l’attività onirica; si potrebbe usare prima di coricarsi per avere, in sogno,
un suggerimento per risolvere un problema.
Sandalo legno (santalum album)
Disturbi fisici:
disturbi dell’apparato genitale maschile, infiammazioni di vescica, ureteri e
prostata.
Disarmonie
psico-emotive: aggressività, istinti violenti, esasperazione, energia
sessuale bloccata, disturbi sessuali legati a depressione
Chakra: oltre
che sul 2° può essere usato sul 1° e sul 7°.
Proprietà: i
disturbi sessuali legati a stati depressivi vengono spesso risolti dal sandalo
legno; esso è tuttavia più adatto a persone attive, yang, che non a soggetti
flemmatici e di tipo yin. Sebbene sia considerato da sempre un segnale potente
e preciso dell’eros maschile, emana una forza morbida e calda che avvolge
uomini e donne con uguali benefici. Agisce equilibrando la sessualità con la
spiritualità, promuovendo l’integrazione del sacro con il profano. Non è dunque
un afrodisiaco diretto, in quanto la sua azione è prevalentemente di tipo
meditativo e rivolta verso l’interiorità. Sul piano della sessualità crea un
collegamento con le esigenze primarie di ciascuno di noi spingendoci a
riconoscerle, accettarle ed esprimerle. Si rivolge anche a soggetti che vivono
la sessualità con superficialità. Quest’olio calma il lavorìo mentale e placa
la parte razionale della mente.
Timo rosso (Thymus vulgaris)
Disturbi fisici:
stimola il sistema immunitario, agisce contro influenza e raffreddore.
Disarmonie
psico-emotive: paure, timidezze. Può aiutare coloro che tendono a sognare,
a vivere distaccati o immersi nella dimensione spirituale a svantaggio del loro
compito nella vita di ogni giorno.
Chakra: agisce
sul 6°
Proprietà:
stimolando l’emisfero sinistro del cervello l’aroma agisce sulla coscienza e
sulla razionalità, intensificando le capacità di sintesi e deduzione. Si tenga
presente quest’olio nelle cirocostanze in cui venga richiesta una forte
lucidità. I soggetti che tornano alla routine quotidiano dopo una lunga assenza
o dopo un periodo di ricerca spirituale riceveranno dal timo rosso la spinta
necessaria per superare il momento di transizione. Anche nel caso di lavori
pratici, manuali, che non richiedano estro e inventiva ma capacità logiche,
quest’olio può dare il suo contributo.
Verbena odorosa (LIppia citriodora)
Disturbi fisici:
valida per le vertigini (inalazione secca), stimola il pancreas e contribuisce
a elimenare i calcoli.
Disarmonie
psico-emotive: la verbena odorosa porta una nota di euforia e di
motivazione che stimola le nostre attività; è quindi particolarmente utile
quando ci si sente apatici, stanchi e svogliati.
Chakra: si
rivolge al 6°
Proprietà: è
l’essenza dell’attenzione, da usare in biblioteca, per evitare distrazioni
quando si studia, per concentrarsi in genere. Infonde forza ed energia mentale
per concludere lavori che sembrano interminabili; consente di ripartire da capo
nel caso di un’attività interrotta per affaticamento o per noia.
Vetiver (Vetiveria zizanoides)
Disturbi fisici:
insufficienza epatica, alterazioni della glicemia, problemi mesturali.
Disarmonie psico –
emotive: il votive ci collega all’energia femminile della terra, pertanto
si usa quando si è perso il contatto con la propria emotività. Utile per chi è
poco ancorato alla realtà.
Chakra: 1°;
sul 3° come protettore in caso di ipersensibilità
Proprietà: le
radici di questa pianta si spingono molto in profondità; l’aroma conferisce
quindi “radici”profonde e resistenti a chi intende cambiare la propria vita. Di
solidità e concretezza con una nota di disponibilità. Sblocca le emozioni e i
sentimenti negati.
Ylang- ylang (Cananga odorata)
Disturbi fisici:
contro l’ipertensione; cura la caduta dei capelli, le unghie fragili e le
infezioni intestinali
Disarmonie
psico-emotive: collera, frustrazione, introversione, mancanza di
disponibilità, scarsa autostima
Chakra: è un
olio maggiormente adatto alle donne con problemi relativi al 2° chakra,
piuttosto che agli uomini, infatti può essere impiegato con successo per
trattare problemi di frigidità.
Proprietà: è
un’essenza molto femminile, che insegna ad amare il proprio corpo liberando la
dolcezza delle emozioni. Ha un effetto afrodisiaco, stimola la sensibilità,
promuove l’attenzione verso gli altri.
Zenzero (Zingiber officinale)
Disturbi fisici:
usato nel massaggio scioglie i crampi, gli indolenzimenti muscolari. Lo zenzero
è un drenante delle tossine accumulate. Adatto a chi soffre di debolezza di
stomaco, combatte l’aerofagia e le indigestioni. Secondo la medicina
tradizionale cinese è un generatore di calore, quindi riduce tutte le
manifestazioni yin del corpo come sudorazione fredda, catarro, raffreddore,
influenza, reumatismi.
Disarmonie
psico-emotive: rigidità, blocchi e livello emozionale, freddezza.
Chakra: agisce
sul 3°
Proprietà:
riscalda le persone troppo yin ridando loro vitalità. È uno stimolante sessuale
maschile, specialmente se usato nell’acqua da bagno. Cura gli stati di
indurimento psichico, ripristina il flusso delle emozioni.
Fonte: Fabio Nocentini
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