La leggerezza del corpo e della mente

Immagina come ti sentiresti potendo fare tutto quello che fai quotidianamente senza avvertire il peso della responsabilità e delle costrizioni che ci siamo imposti. Il nostro potere è incredibilmente infinito e solo noi conosciamo la formula per utilizzarlo al meglio; te la ricordi vero?

Solo tu puoi decidere la rotta

Assumersi la responsabilità del proprio benessere non è facile ma neanche impossibile; agisci ORA e ti accorgerai che il tuo potere è limitato solo da quello che tu credi.

C'è sempre un faro ad indicarci dove siamo

I viaggiatori del passato hanno percorso l'ignoto per raggiunge nuovi luoghi; tutti noi siamo viaggiatori e abbiamo l'occasione di navigare su rotte conosciute o concederci di tralasciare le acque che crediamo sicure per cercare ciò che percepiamo senza riuscire a vedere. Apri gli occhi,ti accorgerai che il faro è sempre acceso, basta cogliere il suo bagliore.

La pace comincia da me

Fluire con gli eventi, assecondarli senza contrastarli, questo è il segreto dell'equilibrio

Spirito e corpo

Immagina di essere un'aquila e di librarti libero nel cielo con la consapevolezza di poterti avvalere di ogni alito di vento per decidere cosa fare e dove andare. Adesso hai la possibilità di divenire quell'aquila, dipende solo da te. Dove sarà il tuo spirito sarà il tuo corpo.

venerdì 6 giugno 2014

Aloe: la riscoperta moderna


A metà ottocento l’aloe viene riscoperta grazie a una serie di studi innovativi, fra i quali spicca l’esperienza di un medico russo capace di unire sapere scientifico e medicina popolare.
La storia moderna dell’aloe comincia con la scoperta del principio attivo caratteristico di questa pianta, ribattezzato aloina dalgi insglesi Smith e Stenhouse nel 1851, anno in cui per la prima volta il composto viene titolato e identificato. Per tutto l’ottocento comunque sono soprattutto le proprietà lassative dell’aloe ad attirare l’attenzione e nel British Pharmaceutical Codex del 1907 l’aloina e aloemodina sono citate per le proprietà purganti e purificanti. Il primo a commercializzare l’aloe fu invece un piantatore del Kentucky, H.W. Johnstone, che accortosi quasi per caso del forte potere cicatrizzante della pianta – usata dai lavoratori di colore della sua piantagione – iniziò a coltivarla su larga scala, mettendo in commercio nel 1912 un unguento. Negli anni trenta due ricercatori americani, i Collins (padre e figlio) studiarono a fondo la capacità rigeneratrice dell’aloe, pubblicando un rapporto sull’effetto dell’aloe vera nel lenire gli effetti della radioterapia, in particolare nelle dermatiti. La loro ricerca segnò in America il lancio di una serie di campagne scientifiche di approfondimento della composizione della pianta culminata con i lavori di Chopia e Gosh, che nel 1938 riuscirono nelle loro analisi a fornire una prima descrizione della composizione chimica della pianta. Fra il 1942 e il 1947, un ingegnere chimico, Rodney M. Stockton, imbattutosi per caso nella pianta, dopo decine di esperimenti ne provò l’efficacia e mise in commercio con un certo successo un balsamo per le ustioni. Contemporaneamente proseguiva l’analisi chimica della pianta. Tom Rowe, dell’università della Virginia, stabiliva per esempio che il principale agente curativo delle lesioni cutanee da radiazioni doveva trovarsi concentrato nella parte dura delle foglie. Solo verso la fine degli anni cinquanta il farmacista texano Bill C. Coats, dopo aver interamente dedicato la sua vita agli studi, riuscì a stabilizzare la polpa di aloe fresca, evitando i problemi di fermentazione e ossidazione del prodotto che avevano fino ad allora afflitto sia la preparazione del succo che delle creme. Coats risolse il problema con aggiunta di vitamina C, vitamina E e di sorbitolo, tutti antiossidanti naturali. Questo portò alla vendita dell’aloe su larga scala. Quasi negli stessi anni i russi, lavorando su varietà diverse dell’aloe vera al centro delle ricerche americane (aloe arborescens e striatula) e tipiche delle loro latitudini, giungevano alla conclusione che una medicazione a base di aloe dimezzava i tempi di guarigione in caso di traumi ginecologici e oftalmici, collegando l’acido cinnamico alle capacità dell’aloe di uccidere i parassiti intestinali. Proprio i russi del resto potevano vantare uno dei maggiori pionieri nello studio dell’aloe.
La medicina dialettica di Filatov
L’oftalmologo russo Vladimir Petrovic Filatov, nato a Odessa nel 1875, può essere considerato a ragione uno dei precursori dell’impiego dell’aloe. Ecco perché ci sembra giusto dedicargli un breve paragrafo. Lo zar Nicola II volle insignire personalmente con la cattedra d’oftalmologia a Mosca questo promettente medico, ricercatore dinamico e ricco di interessi. Secondo Filatov si doveva passare con naturalezza dalla omeopatia alla naturopatia, dalla medicina energetica a quella tradizionale, tenendo a mente una medicina unitaria, capace di mantenere per così dire una visione d’insieme (quella che oggi chiamiamo olistica) della malattia e dell’essere umano. Proprio negli anni tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, il medico tedesco Paul Ehrlich si fece promotore della prima chemioterapia: una terapia a base di sostanze chimiche in grado di aggredire l’agente patogeno colpendolo con precisione come fosse un bersaglio, allo stesso modo in cui i sieri andavano a colpire le tossine. Filatov sosteneva che le cure chemioterapiche e la fitoterapia possedessero altrettatnte qualità che, anziché esser poste su piani diversi, dovevano lavorare in sinergia con l’unico scopo della guarigione del paziente. Dopo la rivoluzione d’ottobre, per poter continuare i suoi studi, Filatov ribattezzò il suo metodo di studio “Medicina Dialettica” affinché il regime bolscevico lo lasciasse continuare a lavorare senza drastiche imposizioni. Grande viaggiatore, avvezzo alla vastità dell’impero russo, era solito studiare le piante medicinali e i segreti dei guaritori locali che incontrava sulla strada. Durante questi intensi scambi, cercava di istruire i guaritori, trasmettendo loro i rudimenti della scienza medica moderna, cercando al tempo stesso – come cattedratico – di dare ai medici universitari una formazione più aperta alla medicina popolare tradizionale. La grande scoperta di Filatov fu la messa a punto di un trapianto di conrea. Filatov comprese infatti che innestando un frammento di cornea sana prelevato da un cadavere su quella malata e opaca affetta da cataratta, il piccolo frammento era in grado di restituire alla cornea malata la trasparenza di origine. Il processo era d’altronde velocizzato se il prelievo della cornea veniva eseguito con il corpo del morto mantenuto al freddo, a una temperatura di 2-3°. Praticò con successo più di tremila innesti di cornee, guarendo un gran numero di cateratte e di cheratoscleriti.
Stimolatori biogeni e piante medicinali

Gli studi sulla conservazione dei tessuti alle basse temperature e sulle proprietà rigeneranti di alcune sostanze in particolari condizioni proseguirono: Filatov chiamò queste sostanze “stimolatori biogni” e applicò la sua teoria a piante medicinali come il ginseng e l’aloe arborescens. L’aloe arborescens, in particolare, era abbondante in tutta la Russia meridionale e nell’Asia centrale, e Filatov la scelse dopo averne osservato i sorprendenti effetti cicatrizzanti: tagliò delle foglie di aloe, le conservò per dieci giorni al riparo dalla luce e al freddo, successivamente ne estrasse la polpa e la iniettò sotto la cute dei pazienti: si accorse che ottneva risultati simili a quelli raggiunti con il trapianto di tessuti. Filatov notò con sorpresa un altro elemento: le stesse foglie di aloe passate nell’autoclave a 120°C conservavano le loro proprietà anche si i loro enzimi non erano presenti. Anche in questo caso arrivò alla conclusione che i responsabili del processo di guarigione dovevano essere gli stimolatori biogeni. Filatov non riuscì mai a provare l’esistenza degli stimolatori biogeni e a spiegare il loro funzionamento, anche se continuò a ottenere eccellenti risultati con la sua preparazione di aloe arborescens (chiamata “aloe biostimolata”). Dopo la morte di Filatov la scuola russa ha continuato a impiegare l’aloe (sia arborescens che vera) con successo fra l’altro nei casi di sciatica, malattie infiammatorie della spina dorsale, astenia. Solo in seguito il dottor Brandt avrebbe tentato di dare una spiegazione scientifica al meccanismo del funzionamento degli stimolatori bigeni a base di aloe vera, collegandolo al sistema nervoso centrale: l’aloe provocherebbe un allungamento della durata dei riflessi condizionati, attivando così un processo di inibizione del sistema nervoso centrale.

Aloe: le origini

Aloe: dall’antichità al medioevo

Dalla mesopotamia dei sumeri ad Alessandro magno, fino al medioevo di arabi e crociati: le testimonianze storiche sulla “pianta della vita”.
Conosciuta da sempre per la sua bellezza, la sua eleganza e soprattutto le sue proprietà terapeutiche, per molte civiltà la pianta dell’aloe ha rappresentato una vera e propria divinità. La prima testimonianza dell’utilizzo della pianta in medicina sembra risalire a una tavoletta di argilla di età accadica (2200 a.c.) ritrovata a Nippur, a sud di Baghdad: <le sue foglie assomigliano a foderi di coltelli>. In ogni caso l’utilizzo farmacologico dell’aloe doveva essere ben conosciuto e diffuso in tutto il vicino oriente antico. Gli assiri chiamavano il succo di aloe “Sibaru o Siburu” e ne utilizzavano le proprietà lassative per risolvere i problemi di digestione difficile, come quelli derivati dal consumo di cibo avariato o la dolorosa flatulenza delle coliche intestinali. Nell’antico Egitto poi l’aloe, oltre che per le sue funzioni terapeutiche, era tenuta in gran conto per la cosmesi femminile. Dai faraoni era considerata addirittura un elisir di lunga vita. Piantata intorno alle piramidi e lungo le strade che portavano fino alla valle dei re, l’aloe, simbolo di immortalità, accompagnava il faraone fino al regno dei morti per nutrirlo e medicarlo. I sacerdoti usavano questa pianta durante l’imbalsamazione. Sempre nell’antico Egitto si apprezzava il valore lassativo dell’aloe, utilizzata per gli enteroclismi. Ancora oggi le soglie delle case egiziane vengono decorate con una pianta di aloe come simbolo di felicità domestica, spesso ornata con un fiocco rosso. Di certo parla dell’aloe il cosiddetto Papiro di Erbes (dal nome dello scienziato tedesco che lo scoprì nel 1875). Si tratta di un formulario contenente oltre 800 prescrizioni e la citazione di circa 700 droghe di origine vegetale, minerale e animale. Vi si trovano anche molte ricette per la preparazione di decotti, infusi, unguenti, suffumigi.


Dall’Egitto al Medioevo, leggenda e realtà

Abbiamo detto che in Egitto l’aloe era utilizzata per le sue proprietà di bellezza, che oggi sappiamo essere riconducibili all’azione antiossidante di oligoelementi come il manganese e il selenio, oltre che alla presenza di prolina. Fra le leggende sull’aloe si narra che Cleopatra facesse uso del succo di aloe come collirio e – come alcuni secoli prima la bellissima Nefertiti – lo usasse per esaltare la bellezza e il colorito della pelle facendo bagni di latte d’asina (o di giumenta) e aloe. Per gli antichi greci l’aloe era associata a bellezza, pazienza e fortuna, tanto che anche Ippocrate vi fa riferimento nei suoi scritti: la riteneva capace di arrestare la caduta dei capelli e di dare sollievo per la dissenteria e il mal di stomaco. Si pensava anche che la pianta rendesse i guerrieri invincibili: una leggenda delle leggende sulle conquiste di  Alessandro Magno narra di una spedizione navale che il Macedone, su consiglio del suo maestro Aristotele, avrebbe intrapreso per conquistare l’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano. Al di la della veridicità dell’episodio, proprio l’isola di Socotra (conosciuta da romani e greci come Dioscoris) per molti secoli è stata al centro della coltivazione dell’aloe succo trina – una varietà pregiata di aloe – e del suo commercio dal mediterraneo alla Cina. Accanto alla tradizione occidentale, infatti, l’aloe è presente in quella della medicina orientale, dalla Cina al Tibet all’India. La medicina tibetana e quella ayurvedica conoscono una preparazione a base di aloe aquilaria agallocha (un albero della famiglia delle timelacee), la cui corteccia viene usata per medicare ferite, otiti e le patologie dell’occhio. Mediatori fra oriente e mondo mediterraneo, i fenici pare facessero seccare la polpa estratta dalle foglie di aloe in otri di pelle di capra, diventando i maggiori commercianti di aloe nel mondo greco-romano. Anche i romani si accorsero delle virtù terapeutiche dell’aloe. Pedacio Dioscoride, uno fra i maggiori naturalisti greco-romani, vissuto nei I° secolo d.c., descrive le virtù lenitive e cicatrizzanti dell’aloe nel suo trattato “de materia medica”. Nel medioevo, crociati e pellegrini di ritorno dalla terra santa portarono con loro questa piantina prodigiosa, contribuendo a una ripresa di interesse nei suoi confronti.

Nel XII secolo Hildegarda di Bingen scriveva:” il succo di aloe è caldo e ha grande valore per il polmone e l’itterizia”. Gli arabi del resto, che già ne conoscevano le virtù, erano stati in gradi di espanderne la coltivazione fino all’Andalusia, riuscendo ad acclimatarla. Furono però i padri gesuiti, prima spagnoli e poi portoghesi che, alle soglie dell’età moderna, esplorando le nuove terre diffusero la coltivazione della pianta di aloe in tutte le colonie, dall’Africa all’America fino all’Estremo Oriente.

domenica 1 giugno 2014

Integratori alimentari: Zinco


Lo zinco è un elemento fondamentale nella nutrizione perché svolge un’ampia gamma di ruoli biologici in tutte le cellule dell’organismo:è importante per la struttura di proteine e membrane cellulari, per l’assorbimento e funzione delle vitamine e di altri minerali ed è un elemento costitutivo di oltre 200 enzimi preposti alla digestione e al metabolismo. Inoltre lo zinco è presente nella struttura della “superossido dismutasi”  (SOD), enzima molto importante nella protezione delle strutture cellulari dai danni ossidativi. Lo zinco è necessario anche per la corretta attività di molti ormoni, inclusi l’insulina, l’ormone della crescita, gli ormoni sessuali e gli ormoni timici (legati alla funzionalità del timo, organo importante nei processi immunitari). Una carenza di zinco può influire nello sviluppo di una ipertrofia prostatica e portare a sterilità maschile a causa della riduzione nella maturazione, nella mobilità e nel numero di spermatozoi.
Bassi livelli di zinco possono manifestarsi con alterazioni cutanee, diarrea, perdita di capelli e infezioni ricorrenti, dovute a un indebolimento delle funzioni immunitarie. Studi effettuati hanno dimostrato che la carenza di zinco può portare a una diminuzione del numero delle cellule deputate alle difese immunitarie (linfociti T), così come è stato evidenziato che un’integrazione bilanciata di zinco migliora la compromissione della funzione immunitaria tipica dell’invecchiamento. Lo zinco gioca un ruolo rilevante nello sviluppo fetale. Una carenza di zinco sembra essere legata al parto prematuro e al ritardo della crescita del feto. Carenze si zinco sembrano essere connesse a condizioni quali la degenerazione maculare, il morbo di Alzheimer e la malattia di Wilson, disturbo ereditario caratterizzato da accumulo di rame nel fegato e gravi danni a livello cerebrale, dovuti al lento rilascio di questo minerale in altre parti dell’organismo. Poiché gli integratori di zinco possono interferire con l’assorbimento del rame, possono quindi rivelarsi utili nella prevenzione dell’accumulo di rame caratteristico per questa patologia.

Campi di azione
Carenze delle difese immunitarie
Lenta rigenerazione cellulare a seguito di ferite e infezioni
Indebolimento del sistema riproduttivo maschile

Diminuzione nell’attività di regolazione degli zuccheri.

Integratori alimentari: Mio inositolo


Il mio-inositolo è la forma attiva di inositolo e fa parte delle “non vitamine” del gruppo B.
L’utilità del mio-inositolo è stata evidenziata nel nutrimento delle cellule cerebrali. Grandi quantità di inositolo si trovano infatti nei nervi del midollo spinale, cervello e fluido cerebro-spinale. Come riportato in “Pdr- integratori nutrizionali ed.CEC”, viene ipotizzato che il ruolo del mio-inositolo su attacchi di panico, depressione e comportamenti ossessivo compulsivi, possa essere legato alla sua funzione di precursore di secondi messaggeri. Il mio-inositolo , inoltre, appare essere coinvolto nell’attivazione di recettori per la serotonina.

Il mio-inositolo aiuta a migliorare l’attenzione e concentrazione e favorire i processi depurativi dell’organismo

Mio-inositolo e sistema nervoso
Il mio-inositolo è un costituente delle membrane di tutte le cellule (forma i fosfolipidi di membrana), e i suoi diversi derivati fungono da molecole messaggere all’interno del sistema nervoso. È dunque un intermediario nella formazione di importanti neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale come la serotonina, una sostanza principalmente coinvolta nella regolazione dell’umore.

Azione cerebrale
Il mio-.inositolo viene incorporato nelle membrane cellulari ed è coinvolto nella trasmissione dei messaggi che segnalano il controllo delle funzioni cellulari nel sistema nervoso, favorendo la concentrazione e l’attenzione a livello cerebrale. Come riportato su “Pdr – integratori nutrizionali – ed. CEC” e “guida medica agli integratori alimentari – T.Murray – ed. Red”, sono stati inoltre osservati miglioramenti a seguito di trattamento con inositolo, in soggetti depressi e nei casi di disturbi da attacco di panico.

Depurazione del fegato
Il mio-inositolo è anche noto nella letteratura scientifica per il suo efetto lipotropo, cioè aiuta a rimuovere i grassi dal fegato, favorendo così la riduzione del grasso e della bile, che si depositano nell’organo, e che potrebbero associarsi all’insorgere di disturbi del fegato.

Azione lipotropa
Insieme alla colina, il mio-inositolo stimola la produzione di lecitina: interviene, perciò, nel metabolismo dei grassi e può aiutare a ridurre il livello di colesterolo nel sangue.


Fonti: web, riviste di settore, natural point

Articoli a puro scopo informativo e non esaustivo.
Articoli a puro scopo informativo e non intende ASSOLUTAMENTE sostituire la consulenza medica


Integratori alimentari: Glutammina


La Glutammina è un aminoacido definito semi-essenziale, perché in circostanze normali, viene sufficientemente prodotta nei muscoli, per far fronte alla richiesta fisiologica. Tuttavia, nelle situazioni di stress che comportano un elevato consumo di Glutammina è bene aumentarne l’apporto dall’esterno, per evitare che l’organismo consumi le scorte presente nei muscoli. Infatti l’organismo non sempre è in grado di rispondere adeguatamente all’aumento di consumo che lo stress innesca.
Perciò, con un’opportuna integrazione ci si prende cura delle possibili carenze, evitando così conseguenze indesiderate.

La Glutammina è l’aminoacido più presente nel corpo umano: oltre che nei muscoli, si trova in quantità discrete anche nel sistema nervoso, nell’intestino, nel fegato, nel cuore e viene utilizzata da tutte le cellule, in particolare da quelle deputate alle difese immunitarie per produrre energia.

La Glutammina, inoltre, partecipa a varie attività metaboliche, quali la formazione delle proteine, degli amino-zuccheri (glucosamina) e del glutatione, un potente antiossidante che l’organismo produce per contrastare i radicali liberi, proteggendo le cellule dai pericolosi ossidativi.

Sforzi intensi:
Per chi impegna intensamente il proprio corpo nello sport o nel lavoro fisico, la Glutammina diventa utile per accelerare il recupero energetico, aumentando il volume cellulare e favorendo la reintegrazione di sostanze nutritive.

Dopo i traumi:
L’azione benefica della glutammina a sostegno della riparazione di traumi come le ustioni, e il recupero fisico dopo interventi chirurgici. Si è anche osservata la capacità di migliorare lo stato nutrizionale dei pazienti.

Stanchezza e concentrazione:
La sensazione di stanchezza, particolarmente quella mentale, può trovare spiegazione anche nei meccanismi cellulari che nutrono il cervello. Esso è, infatti, un grande utilizzatore di acido glutammico, come neurotrasmettitore, sostanza che veicola le informazioni tre le cellule del sistema nervoso, in particolare nel sistema nervoso centrale.
Prontezza mentale e concentrazione decrescono quando l’acido glutammico scarseggia.

La glutammina, che entra rapidamente nelle cellule cerebrali, viene convertita in acido glutammico, o utilizzata come fonte di energia, a seconda delle necessità. Inoltre, essa consente l’eliminazione di sostanze tossiche presenti a livello cerebrale. Questo spiega il miglioramento delle prestazioni intellettive.

Depurazione e protezione:
Nel fegato, il grande depuratore dell’organismo, avvengono i processi di trasformazione delle sostanze tossiche in forme atossiche, che sono poi eliminate per via urinaria. La glutammina aiuta tali processi e concorre così a proteggere il fegato. Essa è inoltre un buon supporto energetico delle cellule in rapida moltiplicazione, come i linfociti e i macrofagi, che sono legate alle difese immunitarie. Per questa ragione, viene anche considerata un elemento che nutre il sistema immunitario.

Sembra anche giocare un ruolo di primo piano nel proteggere l’integrità della mucosa del tratto gastrointestinale, in particolare del colon.

L’importanza del ph:
La Glutammina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’equilibrio acido-base, proteggendo così l’organismo dell’acidosi. Essa concorre alla trasformazione dell’ammoniaca, un residuo tossico dell’organismo, in forme innocue, che vengono poi eliminate dai reni oppure convertite in urea dal fegato

Risposta fisiologica alle basse quantità di glutammina :
-          Alterazione dell’equilibrio acido-base
-          Recupero di energia più lento dopo sforzi fisici e sportivi
-          Ridotta capacità di produrre glutatione
-          Maggiore difficoltà di rigenerazione delle cellule dai traumi (ustioni, interventi)
-          Sensazione di stanchezza
-          Scarsa concentrazione
-          Minore depurazione del fegato
-          Ridotta energia delle cellule legate alle difese immunitarie
-          Minor protezione della mucosa intestinale del colon


Fonti : web, riviste del settore, natural point.

Articoli a puro scopo informativo e non esaustivo. Non intende ASSOLUTAMENTE sostituire la consulenza medica


venerdì 30 maggio 2014

Metodo Bates: presentazione seminario


domenica 25 maggio 2014

Medicina ortomolecolare: di cosa si tratta?

COSA SIGNIFICA MEDICINA ORTOMOLECOLARE?

Dare la possibilità alle cellule di lavorare al meglio delle loro capacità attraverso il giusto apporto di sostanze nutritive. Ecco perchè ho scelto come logo identificativo questo caduceo, per trasmettere l'importanza del commercio dei prodotti naturali e la conoscenza di questi, da parte nostra, al fine di mantenere e migliorare il perfetto stato di benessere nella maniera più naturale possibile.

La medicina ortomolecolare è da intendersi come disciplina integrativa alla medicina accademica e a quella complementare. Si basa infatti su delle premesse scientifiche derivanti dalla medicina e dalla biochimica. Medicina ortomolecolare significa preservare la salute e curare le malattie modificando la concentrazione delle sostanze essenziali per la salute, che generalmente sono presenti nel corpo umano.
Ogni organismo ha un fabbisogno individuale soggettivo di sostanze nutritive essenziali. Questo fabbisogno deve essere coperto affinché l’individuo possa mantenere la salute o recuperare da una malattia. Quando il suddetto fabbisogno di sostanze essenziali non viene totalmente garantito dall’alimentazione si verificano fenomeni di carenza. Ogni carenza di oligoelementi, sostanze minerali, vitamine, acidi grassi essenziali e aminoacidi, prima o poi, conduce all’insorgere di vere e proprie patologie.
Alla base della medicina ortomolecolare c’è sempre la ricerca delle cause che hanno portato all’insorgere della malattia, e un’analisi globale della situazione metabolica individuale della persona presa in esame.
È molto raro che sia soltanto una la causa che sviluppa l’intero quadro clinico. Bisogna dunque essere in grado di prendere in considerazione non solo le influenze biochimiche derivanti dal tipo di alimentazione e dalle sostanze nutrizionali così introdotte, ma anche le interazioni che si sviluppano nel soggetto dal contatto con l’ambiente. Determinanti sono infatti le situazioni di stress fisico e psichico, l’ambiente familiare e di lavoro, le abitudini di vita e le predisposizioni genetiche.

prof. Enzo Verga


Ti ringrazio per aver dedicato del tempo ad accrescere la tua conoscenza. Continua a seguirci e scoprirai tante altre cose interessanti a riguardo - Efn

lunedì 19 maggio 2014

Idroterapia: il bagno di vapore


Bagno di vapore

Il bagno di vapore rappresenta una pratica conosciuta già nell’antichità, precisamente in Grecia a partire dal V° secolo A.C. . Già da allora si apprezzavano le potenzialità terapeutiche nonché, successivamente per alcune culture, un’occasione di riposo e incontro. Lo scopo del calore, generato dall’immissione di vapore, penetra nell’organismo favorendo l’espulsione di tossine e impurità che verranno successivamente asportate per mezzo di frizioni fredde.
Oggi si può allestire molto semplicemente un bagno di vapore in casa, in commercio si trovano anche modelli a prezzi modici. Bisogna tener presente che saune, bagni di vapore ecc. non servono per dimagrire (qui si entra nel ramo della nutraceutica), bensì per un discorso di purificazione interna, e inoltre è necessario rispettare le modalità d’esecuzione specificate nelle istruzioni.
Consiglio vivamente di approfondire l’argomento e di chiedere al proprio medico consigli riguardo all’impiego o meno , in base al proprio stato di salute. Questo articolo, infatti , è esclusivamente a carattere informativo – divulgativo e non esaustivo.
Linee di massima per l’esecuzione

Letture consigliate:
    Più giovani e in forma Kneipp
    Idroterapia applicata

Il bagno di vapore (o lavaggio del sangue a vapore) è stato ideato dal cileno Manuel Lezaeta Acheran; esso è basato sull’alternanza tra stimoli caldi e freddi in corrente di vapore. La persona entra nella cabina, a digiuno e svestita, già riempita di vapore lasciando fuori solo la testa, al fine di respirare aria pulita. Dopo 4-5 minuti di permanenza, con il corpo caldo si invita la persona ad uscire e la si avvolge in un telo bagnato con acqua fredda per una trentina di secondi (va bene anche una frizione fredda).  Successivamente si rientra per successivi tre minuti e si ripetono le uscite con annesse frizioni. Il tutto per un massimo di 10 volte, tenendo ben presente che si deve terminare sempre con la parte fredda. Terminata questa fase si invita la persona ad asciugarsi (meglio se con un accappatoio) e successivamente la si avvolge , dopo averla fatta sdraiare sul lettino, in un lenzuolo o in una coperta di lana (per chi conosce la tecnica può utilizzare la chiusura a mummia) al fine di amplificare l’azione del calore generato per un tempo massimo di quarantacinque minuti. Se la persona dovesse sentire freddo durante questa fase è possibile utilizzare , come ausilio, delle borse di acqua calda lungo il corpo e sui piedi.
Il bagno di vapore rappresenta la tecnica idroterapica più potente agendo soprattutto a livello circolatorio (grazie all’alternanza di caldo e freddo). Questa migliora, ovviamente , anche la circolazione linfatica permettendo l’eliminazione di sostanze nocive. Anche il sistema immunitario trae giovamento. Il riequilibrio della temperatura corporea ha un’azione decongestionante su tutto l’apparato metabolico riuscendo a riarmonizzare febbri gastrointestinali. È tonificante e riesce a rendere il corpo più resistente nei confronti delle temperature esterne, inoltra genera una sensazione di rilassamento e benessere. NB: in caso di varici alle gambe è necessario fasciarle con un telo bagnato in acqua fredda e rinfrescarlo spesso. Consiglio comunque e sempre di chiedere al proprio medico indicazioni più dettagliate.
Da evitare assolutamente qualora ci fossero cardiopatie, gravi patologie cerebrali, febbre, emorragie, ciclo mestruale (per le donne), soggetti fortemente debilitati, soggetti con protesi cardiache, forte ipertensione.
Queste tecniche hanno lo scopo di donarci benessere, per tanto invito sempre a consultare il proprio medico qualora sorgesse in voi anche un minimo dubbio a riguardo.

Se rispettiamo i cicli di vita della natura, cominciamo a prenderci cura del nostro corpo e del nostro spirito saremo testimoni di miracoli accaduti nella nostra vita.



La pace comincia con me - Efn

Aromaterapia: essenze

Profilo di base di 38 oli

Una scelta degli oli essenziali ,maggiormente utilizzati in aromaterapia, con descrizione delle loro virtù sottili, vortici energetici su cui lavorano e informazioni per comprenderne il loro potenziale intrinseco.

ATTENZIONE: le essenze per aromaterapia vanno utilizzate solo ed esclusivamente per tale scopo. Gli oli essenziali per oleoliti da massaggio devono essere esplicitamente richiesti al momento dell’acquisto.
Questo articolo non è completo; lo scopo è quello di fornire linee guida attraverso le quali ciascuno di voi può approfondire l’argomento in base a ciò che desidera.

Abete rosso
Disturbi fisici: espettorante e fortificante, è utile per le malattie dell’apparato respiratorio; insieme al limone può essere utilizzato come fragranza durante il massaggio sportivo.
Disarmonie psico-emotive: è un olio ottimo nel caso ci si senta in trappola o soggiogati da altre persone.
Chakra: agisce sul 5°
Proprietà: simbolo di rettitudine e schiettezza. Aiuta a mantenere il contatto con la realtà, ha un effetto liberatorio a livello emotivo e mentale, spingendoci a essere noi stessi. Indicato per far riposare la mente.

Albero del tè
Disturbi fisici: esercita un’azione potente contro batteri, funghi, virus; stimola il sistema immunitario. È di facile uso in caso di punture di insetti, tagli, escoriazioni e foruncoli.
Disarmonie psico-emotive:aiuta a proteggersi dalle energie negative e dal cattivo influsso dei pensieri altrui.
Chakra: lavora sul 2°e sul 6°.
Proprietà: questa essenza fortifica e rinvigorisce, rendendo le persone più perseveranti e battagliere. Assicura la vitalità necessaria per superare i problemi della vita quotidiana.

Anice verde
Disturbi fisici: aiuta la digestione e si rivela utile nei problemi di stomaco.
Disarmonie psico-emotive: scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, paure represse, sonno agitato.
Chakra: agisce sulle disarmonie del 6°.
Proprietà: facilita l’elaborazione di sentimenti di cui non si è consapevoli: sono ampliate da questa essenza la visione interiore e l’introspezione. Esplica azione rilassante e promuove la lucidità di pensiero.

Arancio dolce
Disturbi fisici: antinfettivo e disintossicante.
Disarmonie psico-emotive: adatto alle persone depresse, nervose, iperattive e per chi non riesce a dormire.
Chakra: si usa prevalentemente sul 6°.
Proprietà: infonde ottimismo e stimola la determinazione. È un’essenza adatta agli artisti, in quanto potenzia l’ispirazione e le tendenze creative.




Basilico
Abbassa la febbre e cura il mal di testa. Agisce anche nel caso di raffreddore, in abbinamento con l’eucalipto Disturbi fisici:. È un potente digestivo e un tonico nervoso. Secondo la medicina tradizionale cinese ha proprietà antiepilettiche.
Disarmonie psico-emotive: depressione, stanchezza, tensione nervosa, sensazione di panico, senso di oppressione dovuto ai troppi pensieri.
Chakra: adatto al 6°.
Proprietà: utile per risvegliare la memoria, la prontezza di comprensione e la precisione di risposta. Liberando la testa dai pensieri, allevia la stanchezza mentale e migliora l’attenzione. Si usa in inalazione secca o nel diffusore per aromi prima di un esame o di un colloquio importante.

Benzoino
Disturbi fisici: essenza antisettica, espettorante e antinfiammatoria, adatta alle infezioni delle vie respiratorie.
Disarmonie psico-emotive: scaccia l’astio e il rancore.
Chakra: agisce sul 5° ma, essendo un olio yang, è adatto anche al 1°, esercitando un effetto energizzante, aumentando la vitalità e il rendimento muscolare.
Proprietà: poiché in alcuni soggetti può indurre una sensazione di euforia, lo si usa per sciogliere i blocchi emozionali. Dona fiducia, sicurezza, determinazione e perseveranza.

Bergamotto
Disturbi fisici: agisce sull’ipotalamo e su milza-pancreas.
Disarmonie psico-emotive: nevrosi, depressioni e ansia.
Chakra: adatto a correggere le disarmonie del 3°, può essere usato anche sul 4°e 5°. Come calmante, su qualunque chakra ove sia presente confusione o agitazione.
Proprietà: prima di andare a dormire, la sua fragranza, favorisce una buona qualità del sonno. Incoraggia la fiducia in se stessi e fa riemergere la vitalità soffocata.

Canfora
Disturbi fisici: stimolante cardiaco e circolatorio, utile nei problemi di cuore dovuti a malattie infettive. Agisce contro il raffreddore e nelle patologie polmonari. Efficace nelle perdite di coscienza.
Disarmonie psico-emotive: tensione, agitazione, scarso contatto con la realtà.
Chakra: è indicato per le disarmonie del 1°e del 6°.
Proprietà: amplifica l’energia generale dell’organismo, incoraggia a prendere in mano le situazioni tralasciando ogni incertezza. Stimola a metter in pratica idee creative. Ottimo sedativo delle tensioni, apporta concretezza, determinazione, concentrazione e chiarezza mentale.

Cannella
Disturbi fisici: stimola il cuore e la circolazione.
Disarmonie psico-emotive: risveglia gli indecisi e i pigri.
Chakra: la sua azione si rivolge principalmente al 1°.
Proprietà: è un’essenza decisamente yang; possiede un’energia divampante che riscalda il cuore nei momenti di gelo, sconfigge la solitudine, risveglia il desiderio e il vigore sessuale. Agisce come antifreddo e promuove la volitività. Essendo un olio legato a Marte è anche adatto a soggetti troppo yang, aggressivi, dispotici o eccessivamente mascolini, in quanto tende a equilibrare l’energia yang in eccesso.

Cedro legno
Disturbi fisici: stimola la ricrescita dei capelli. Antisettico e mucolitico (scioglie il catarro).
Disarmonie psico-emotive: instabilità, volubilità, poca determinazione.
Chakra: lavora sulle disarmonie del 1°.
Proprietà: assenza di radicamento, rende più perseveranti e aiuta coloro che si sentono indecisi rispetto alle proprie mete.



Cipresso
Disturbi fisici: ottimo rinforzante per le vene e utile per le emorragie (vasocostrittore). Indicato per le cisti ovariche e alcuni problemi ormonali femminili nel periodo della menopausa.
Disarmonie psico-emotive: utile nei casi di stanchezza nervosa e sessuale, agisce reintegrando le energie vitali.
Chakra: agisce sugli squilibri del 2°, 4° e 5°.
Proprietà: si utilizza per favorire la concentrazione necessaria al raggiungimento degli obiettivi più alti. L’aroma del cipresso può trasmetterci insegnamenti riguardo ai concetti di “morte e trasformazione”, e può essere impiegato in soggetti che hanno un rapporto non sereno con l’idea della morte.


Eucalipto
Disturbi fisici: agisce su tosse, raffreddore e disturbi respiratori.
Disarmonie psico-emotive: calma che cade facile preda dell’eccitazione. Favorisce l’apprendimento. È di aiuto in caso di difficoltà di concentrazione e mancanza di interesse nel lavoro creativo.
Chakra: è efficace sul 5°.
Proprietà: facilita la comunicazione e l’espressione. Può essere usato per ripulire energeticamente luoghi in cui sono avvenuti conflitti, litigi, scontri fisici, o in cui siano presenti energie negative.


Finocchio dolce
Disturbi fisici: agisce sui problemi del colon e regolarizza il sistema neurovegetativo. calmante per il mal di testa.
Disarmonie psico-emotive: stress, scoraggiamento, mancanza di gioia.
Chakra: per riequilibrare i l 2°e 5°.
Proprietà: stimola la visione chiara delle situazioni. Allevia le conseguenze degli eccessi di alcool e fumo. Dona la forza d’animo necessaria per seguire la strada scelta nella vita. È un protettivo rispetto all’aggressività derivante dalle frustrazioni di chi ci circonda.


Garofano chiodi
Disturbi fisici: riequilibra i reni e la milza; adatto agli asmatici, è efficace anche nei disturbi intestinali.
Disarmonie psico-emotive: per chi non ha il coraggio di immergersi nel flusso delle esperienze quotidiano.
Chakra: lavora sul 3°. Negli asmatici conviene associarlo a un’essenza che agisca sul 5°. La sua azione si esplica anche sul terzo occhio, favorendo la concentrazione, l’idealismo, la conoscenza e la sensibilità intuitiva.
Proprietà: può avere implicazioni afrodisiache, in quanto induce ad abbassare le barriere razionali. Corroborante e antidepressivo, risveglia la voglia di credere e di fare.


Geranio
Disturbi fisici: si rivela efficace per i disturbi della menopausa e nella sindrome premestruale. Come cosmetico è indicato sia in presenza di pelle grassa che di pelle secca, poiché stimola e addolcisce.
Disarmonie psico-emotive: indicato per il trattamento dello stress e per le persone affaticate.
Chakra: agisce sul 5°e 6°.
Proprietà: tende a normalizzare , armonizzare ed equilibrare (uffici e luoghi di aggragazione).


Ginepro bacche
Disturbi fisici: regola fegato e cistifellea. È disintossicante.
Disarmonie psico-emotive: adatto alle persone deboli, ansiose e poco determinate; stimola la libido.
Chakra: agisce sul 3° e 6°.
Proprietà: ripulisce dalle energie negative accumulate.




Incenso
Disturbi fisici: infezioni cutanee, deficit immunitario.
Disarmonie psico-emotive: aiuta a recidere i vincoli che ci ancorano al passato, specialmente quando sono di ostacolo per l’evoluzione.
Chakra: si usa sul 7° o per la meditazione.
Proprietà: favorisce l’elevazione, trasportandoci oltre le ansie e le preoccupazioni quotidiane per mostrarcele dall’alto e insegnarci a sorriderci su. Ci guida alla trascendenza, aprendoci la strada per raggiungere la divinità. Ha la proprietà di rallentare il respiro per la meditazione.

Lavanda
Disturbi fisici: per il battito cardiaco alterato da aritmie e tachicardie. È antisettica e analgesico.
Disarmonie psico-emotive: indicata in caso di angoscia, depressione, pensieri ricorrenti, paure di vario tipo, insonnia e sofferenze affettive.
Chakra: può giovare a tutti i chakra per la sua azione sedativa e armonizzante. Particolarmente adatta alle disarmonie del 3°e del 4°, ma anche del 7°. Sul 3° la sua efficacia è amplificata dall’aggiunta di alcune gocce di vetiver.
Proprietà: dona equilibrio, calma e chiarezza a chi tende a estremizzare le emozioni. Si usa per purificare gli ambienti.


Legno di rosa
Disturbi fisici: stimola il sistema immunitario; si usa per curare le imperfezioni della pelle e contro i capellic secchi.
Disarmonie emotive: utile per la paura da stress, l’ansia di anticipazione, il timore causato dall’attesa di un evento futuro.
Chakra: agisce sul 1°e 7°
Proprietà: adatto alla meditazione e alle attività spirituali. Esplica azione calmante – senza indurre sonnolenza – nei soggetti ansiosi e in coloro che sono disturbati dalle atmosfere negative di luoghi e ambienti.


Limone  - citrus limon 
Disturbi fisici: tonifica i muscoli e la milza-pancreas
Disarmonie psico-emotive: stress, stanchezza, apatia.
Chakra: si usa sul 3°e 6°per migliorare le prestazioni psicofisiche
Proprietà : usato nel massaggio è particolarmente adatto agli sportivi. Valido per combattere gli errori di distrazione, le sviste nel lavoro mentale. Agisce rafforzando l’attenzione, armonizzando e amplificando la componente razionale della mente e tenendo a freno la parte emozionale.




Maggiorana  - origanum majorana

Disturbi fisici: ipertensione, reumatismi, spasmi digestivi
Disarmonie psico-emotive: utile nei lutti, aiuta anche coloro che soffrono per la rottura di un amore
Chakra: agisce sul 4°
Proprietà: è un’essenza anafrodisiaca, cioè diminuisce il desiderio sessuale, specialmente se viene usata nell’acqua del bagno la sera prima di coricarsi. L’uso prolungato ha un effetto di freno e di contenimento delle emozioni. Favorisce il riposo e il rilassamento. Il suo aroma balsamico smussa gli spigoli delle emozioni e invita a considerazioni più ampie.


Mandarino - citrus nobilis
Disturbi fisici: aerofagia, flatulenza, coliche
Disarmonie psico-emotive: agitazione e infelicità. Utile in gravidanza perché armonizza la madre con il nascituro
Chakra: riequilibra in particolare il 2°
Proprietà: per lavorare sui problemi relativi all’infanzia e su eventuali contrasti con la madre; agisce sui disturbi nervosi dei bambini.




Menta piperita
Disturbi fisici: in inalazione secca si usa per il mal d’auto, di mare e d’aereo. Stimola l’appetito, favorisce la digestione, aiuta la guarigione delle ulcere, è raccomandata per la voce e per le nevralgie.
Disarmonie psico-emotive: attenua l’orgoglio esagerato; aiuta a superare il senso di inferiorità, poiché le persone molto orgogliose nascondono spesso un forte senso di ineriorità.
Chakra: si rivolge al 3° e 6°
Proprietà: stimola la logica e rende chiari i pensieri; induce all’ottimismo e alla buona disposizione d’animo nei confronti degli altri.




Mirra  (commiphora molmol)
Disturbi fisici: ritenzione idrica, irregolarità mesturali
Disarmonie psico-emotive: aiuta a vincere la paura della morte e il dolore della separazione. Adatta a chi si sente bloccato emotivamente o spiritualmente. Placa le tensioni sessuali
Chakra: rafforza il 1° ma si rivolge anche al vortice della corona
Proprietà: armonizza il livello fisico con i livelli superiori. Rende umili e devoti, ha un potente effetto purificante e dona forza e calma interiore.






Mirto  (Myrtus communis)
Disturbi fisici: possiede proprietà astringenti che lo rendono efficace nelle patologie della pelle; inoltre agisce sui reni, sui capelli e nelle affezioni genitourinarie.
Disarmonie psico-emotive: utile agli ipocondriaci e a coloro che hanno difficoltà a valorizzare la propria
 bellezza, sia interiore che esteriore
chakra: agisce sul 4°
proprietà: pianta di Venere, amplifica il senso della bellezza universale e dell’armonia nei rapporti con gli altri. Come simbolo di amore e pace calma le sofferenze affettive. Stimola la creatività artistica.


Neroli  (Citrus aurantium flos)
Disturbi fisici: debilitazione fisica, frigidità
Disarmonie psico-emotive: tensioni emotive, stati ansiosi e di panico, isteria, agitazione notturna, incubi.
Chakra: come protettivo delle emozioni del cuore riequilibra il chakra cardiaco, ma agisce anche sul 7° armonizzando l’amore con la spiritualità
Proprietà: cura le ferite affettive, suggerisce calma e riflessione. Rafforza l’aura indebolita dai momenti di depressione e di fatica fisica e mentale. Può essere usato da entrambi i partner prima di un incontro: per inalazione secca, nel diffusore, nell’acqua del bagno.


Patchouli  (pogostemon cablin)
Disturbi fisici: potente disinfettante del cavo orale e vaginale, sedativo delle infiammazioni. Cura i problemi di pelle come seborrea, acne, dermatosi, allergie.
Disarmonie psico-emotive: per le sue proprietà afrodisiache è utile a coloro che sono riluttanti ad accettare la propria sessualità perché spostano tutto l’interesse sulla spiritualità. È molto adatto ai sognatori, o alle persone che non si sentono a loro agio nel corpo fisico.
Chakra: rafforza il 1° agendo come frequenza di radicamento, ma è fortemente collegato anche al 2°vortice.
Proprietà: induce a vivere in maniera più libera e trasgressiva. Aiuta ad accettare il corpo fisico lasciando da parte il turbinare della mente.


Pino silvestre (Pinus sylvestris)
Disturbi fisici: agisce sulle ghiandole surrenali. È antireumatico e antisettico delle vie respiratorie e delle vie urinarie.
Disarmonie psico-emotive: riequilibra i soggetti arroganti e prepotenti e le persone soggette a esaurimento. Essenza eminentemente maschile, corrobora la forza fisica e aiuta l’uomo a liberarsi delle insicurezze legate alla virilità; come tale, è da considerarsi un rimedio per l’impotenza sessuale
Chakra: sul 2°, in particolare sui soggetti maschili
Proprietà: purifica e rinvigorisce. Consigliato per il bagno e nel diffusore di aromi. Gorverna la voglia di vivere, il coraggio e la tenacia; aiuta a ridimensionare i problemi.


Pompelmo (Citrus paradisi)
Disturbi fisici: regola l’appetito e agisce contro obesità, anoressia e bulimia
Disarmonie psico-emotive: depressione, amarezza
Chakra: agisce sul 1°e sul 3°
Proprietà: regola l’umore e gli squilibri emotivi, apportando una nota di euforia e favorendo una disposizione d’animo positiva nei confronti di ogni esperienza. Rappresenta un rifugio per coloro che hanno perso le redini della propria vita, in quanto crea un’atmosfera di rassicurante stabilità.


Rosa (Rosa damascena)
Disturbi fisici: ottima per curare la pelle secca, senescente, le rughe e la couperose; riequilibrando la produzione ormonale femminile, apporta benefici anche in menopausa.
Disarmonie psico-emotive: agisce sulla malinconia sciogliendo i nodi che impediscono il sorriso. Si utilizza per i traumi affettivi antichi, per le ferite amorose non ancora superate.
Chakra: si usa sul 4°, poiché lenisce le delusioni sentimentali. Se applicata sul 2° vortice può favorire il concepimento, stimolare la sessualità con una componente di spiritualità e promuovere la creatività artistica. Il massaggio sul plesso sacrale è utile durante la gravidanza.
Proprietà: è una fragranza dal carattere sacro e sensuale insieme e come tale è capace di portare la concordia in qualunque ambiente.


Rosmarino (Rosmarinus officinalis)
Disturbi fisici: stimola il flusso del sangue e la muscolatura. È adatto alle ore della mattina (in serata può causare insonnia). Rigeneratore del fegato e della cistifellea, è indicato nell’arteriosclerosi, in certe diarree, negli stati di esaurimento.
Disarmonie psico-emotive: scarsa lcidità, propensione a illudersi
Chakra: penetrando nel 1° purifica i flussi di energia infondendo un vigore fresco e solare. Adatto al 6°, in quanto favorisce l’attività mentale e ci fa vedere chiaramente le sfumature della realtà.
Proprietà: lavora sulla consapevolezza di sé e del proprio corpo nella sfera sessuale. In certi soggetti può sviluppare doti latenti di sensitività.


Salvia (salvia officinalis)
Disturbi fisici: può avere effetti armonizzanti della tiroide e dell’apparato genitale femminile; si usa in menopausa per agire sulle vampate di calore e sugli squilibri ormonali.
Disarmonie psico-emotive: particolarmente indicata per le donne, dona intraprendenza, euforia e sensualità. Util per coloro che mancano di fantasia, ispirazione e capacità di ascolto.
Chakra: agisce sul 2° e sul 5°.
Proprietà: è uno degli oli adatti agli artisti e a coloro che desiderano ricominciare a vivere con allegria dopo un periodo grigio. Promuove la saggezza e favorisce l’attività onirica; si potrebbe usare prima di coricarsi per avere, in sogno, un suggerimento per risolvere un problema.


Sandalo legno (santalum album)
Disturbi fisici: disturbi dell’apparato genitale maschile, infiammazioni di vescica, ureteri e prostata.
Disarmonie psico-emotive: aggressività, istinti violenti, esasperazione, energia sessuale bloccata, disturbi sessuali legati a depressione
Chakra: oltre che sul 2° può essere usato sul 1° e sul 7°.
Proprietà: i disturbi sessuali legati a stati depressivi vengono spesso risolti dal sandalo legno; esso è tuttavia più adatto a persone attive, yang, che non a soggetti flemmatici e di tipo yin. Sebbene sia considerato da sempre un segnale potente e preciso dell’eros maschile, emana una forza morbida e calda che avvolge uomini e donne con uguali benefici. Agisce equilibrando la sessualità con la spiritualità, promuovendo l’integrazione del sacro con il profano. Non è dunque un afrodisiaco diretto, in quanto la sua azione è prevalentemente di tipo meditativo e rivolta verso l’interiorità. Sul piano della sessualità crea un collegamento con le esigenze primarie di ciascuno di noi spingendoci a riconoscerle, accettarle ed esprimerle. Si rivolge anche a soggetti che vivono la sessualità con superficialità. Quest’olio calma il lavorìo mentale e placa la parte razionale della mente.

Timo rosso (Thymus vulgaris)
Disturbi fisici: stimola il sistema immunitario, agisce contro influenza e raffreddore.
Disarmonie psico-emotive: paure, timidezze. Può aiutare coloro che tendono a sognare, a vivere distaccati o immersi nella dimensione spirituale a svantaggio del loro compito nella vita di ogni giorno.
Chakra: agisce sul 6°
Proprietà: stimolando l’emisfero sinistro del cervello l’aroma agisce sulla coscienza e sulla razionalità, intensificando le capacità di sintesi e deduzione. Si tenga presente quest’olio nelle cirocostanze in cui venga richiesta una forte lucidità. I soggetti che tornano alla routine quotidiano dopo una lunga assenza o dopo un periodo di ricerca spirituale riceveranno dal timo rosso la spinta necessaria per superare il momento di transizione. Anche nel caso di lavori pratici, manuali, che non richiedano estro e inventiva ma capacità logiche, quest’olio può dare il suo contributo.


Verbena odorosa (LIppia citriodora)
Disturbi fisici: valida per le vertigini (inalazione secca), stimola il pancreas e contribuisce a elimenare i calcoli.
Disarmonie psico-emotive: la verbena odorosa porta una nota di euforia e di motivazione che stimola le nostre attività; è quindi particolarmente utile quando ci si sente apatici, stanchi e svogliati.
Chakra: si rivolge al 6°
Proprietà: è l’essenza dell’attenzione, da usare in biblioteca, per evitare distrazioni quando si studia, per concentrarsi in genere. Infonde forza ed energia mentale per concludere lavori che sembrano interminabili; consente di ripartire da capo nel caso di un’attività interrotta per affaticamento o per noia.


Vetiver (Vetiveria zizanoides)
Disturbi fisici: insufficienza epatica, alterazioni della glicemia, problemi mesturali.
Disarmonie psico – emotive: il votive ci collega all’energia femminile della terra, pertanto si usa quando si è perso il contatto con la propria emotività. Utile per chi è poco ancorato alla realtà.
Chakra: 1°; sul 3° come protettore in caso di ipersensibilità
Proprietà: le radici di questa pianta si spingono molto in profondità; l’aroma conferisce quindi “radici”profonde e resistenti a chi intende cambiare la propria vita. Di solidità e concretezza con una nota di disponibilità. Sblocca le emozioni e i sentimenti negati.



Ylang- ylang (Cananga odorata)
Disturbi fisici: contro l’ipertensione; cura la caduta dei capelli, le unghie fragili e le infezioni intestinali
Disarmonie psico-emotive: collera, frustrazione, introversione, mancanza di disponibilità, scarsa autostima
Chakra: è un olio maggiormente adatto alle donne con problemi relativi al 2° chakra, piuttosto che agli uomini, infatti può essere impiegato con successo per trattare problemi di frigidità.
Proprietà: è un’essenza molto femminile, che insegna ad amare il proprio corpo liberando la dolcezza delle emozioni. Ha un effetto afrodisiaco, stimola la sensibilità, promuove l’attenzione verso gli altri.



Zenzero (Zingiber officinale)
Disturbi fisici: usato nel massaggio scioglie i crampi, gli indolenzimenti muscolari. Lo zenzero è un drenante delle tossine accumulate. Adatto a chi soffre di debolezza di stomaco, combatte l’aerofagia e le indigestioni. Secondo la medicina tradizionale cinese è un generatore di calore, quindi riduce tutte le manifestazioni yin del corpo come sudorazione fredda, catarro, raffreddore, influenza, reumatismi.
Disarmonie psico-emotive: rigidità, blocchi e livello emozionale, freddezza.
Chakra: agisce sul 3°

Proprietà: riscalda le persone troppo yin ridando loro vitalità. È uno stimolante sessuale maschile, specialmente se usato nell’acqua da bagno. Cura gli stati di indurimento psichico, ripristina il flusso delle emozioni.





Fonte:  Fabio Nocentini